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La dura lezione inferta agli azzurri

Per una volta mettiamo in secondo piano la cronaca per rendere onore al mito. Ieri all’Aviva Stadium di Dublino si è celebrato il trionfo del più grande campione di rugby che l’Irlanda abbia...

P er una volta mettiamo in secondo piano la cronaca per rendere onore al mito. Ieri all’Aviva Stadium di Dublino si è celebrato il trionfo del più grande campione di rugby che l’Irlanda abbia conosciuto nell’era moderna. Brian O’Driscoll, detto Bod con l’acronimo che ha consentito ai suoi tifosi di scrivere allo stadio la scritta «In Bod we trust». Il leader indiscusso dell’Irlanda ha festeggiato con il 140esimo cap, la vittoria e una prestazione scintillante il suo addio al pubblico di casa visto che, all’età di 35 anni, si ritirerà al termine della stagione. La standing ovation che gli ha riservato lo stadio al momento della sostituzione al 62’ è il saluto di una intera Nazione al suo totem. Il trionfo organizzato dopo il fischio finale con la figlioletta in braccio è il giusto omaggio a un campione irripetibile cui tutti gli sportivi devono partecipare. Sulla prestazione degli azzurri poco da dire. L’Irlanda, fortissima va detto, è stata superiore quasi in tutti i fondamentali e il rugby è impietoso nel rendere in punti ciò che è dovuto. L’appuntamento è per sabato all’Olimpico per la festa con l’Inghilterra ospite d’onore.

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