S’è parlato di veleni familiari, di consuntivi, di centenari olimpici, di accorpamenti federali, di tutela del patrimonio tecnico, di candidature. Ma, a margine del Consiglio nazionale riunito ieri al Foro Italico, la notizia principale riguarda il nome di Eugenio Giani. Prende infatti corpo l’ipotesi che il capo del Governo si appresti a chiamare a palazzo Chigi il concittadino quale «consigliere esclusivo» in materia sportiva, evitando deleghe a ministri o a sottosegretari. Dell’uomo politico fiorentino, presidente del Consiglio comunale del capoluogo toscano, è nota la lunga militanza maturata trasversalmente in ambito sportivo, sia in chiave amministrativa locale sia in rappresentanza territoriale del Comitato olimpico. Nella lunga esposizione di Giovanni Malagò, vuoi per riserbo personale, vuoi per prudenza istituzionale, al nome di Giani è stato riservato nulla più di un semplice sussurro. Ma è stato tuttavia sufficiente per accreditare un margine in più di attendibilità ad una ipotesi probabilmente in grado di affrontare, di petto, un’attività definita primaria nelle parole ma da tempo immemore sciaguratamente trascurata nei fatti. I tossici familiari riguardano la denuncia di truffa avanzata nei confronti della Federnuoto e del suo presidente circa una presunta irregolarità contabile registrata nei lavori effettuati nella piscina del Foro Italico per i mondiali del 2009. Giovanni Malagò e Roberto Fabbricini, segretario generale, hanno ribadito come la denuncia inoltrata alla Procura della Repubblica all’immediata vigilia dei Giochi di Sochi fosse un atto non solo dovuto ma caratterizzato «dall’immediatezza» della procedura. Paolo Barelli ha contestato senza peli sulla lingua metodi e comportamento dei vertici dell’ente. In merito, rimproverando al Palazzo un eccesso di zelo nel dare pubblicità all’inoltro della denuncia, una vecchia volpe dell’apparato sportivo qual è Gianni Petrucci - mentre sottolineava la necessità, non rinviabile, di porre freno all’ingresso incontrollato di giocatori dall’estero, al fine di tutelare il patrimonio tecnico nazionale - si è rifatto all’antico dettato formulato del presidente Onesti: «quando scorre il sangue, schizza dappertutto». Da parte sua, il membro del Cio Franco Carraro ha dato un colpo al cerchio e un altro alla botte, esprimendo apprezzamento per i vertici del Coni ma ricordando come «lavorando, sia possibile sbagliare». Riferendo di Sochi, e dei suoi intrattenimenti con Putin, Malagò ha espresso moderata soddisfazione sui risultati degli azzurri. Ha annunciato l’essenziale delle celebrazioni previste per il Centenario del Coni di giugno. Ha fatto inoltre richiamo all’opportunità di evitare fughe in avanti sull’ipotesi che Roma ospiti i Giochi del 2024. Infine, un dato interessante è emerso al termine degli interventi per bocca di Angelo Binaghi, presidente della Federtennis e componente della commissione attivata per la revisione dei parametri dei finanziamenti: ove si mettesse mano ad accorpamenti interfederali, si realizzerebbe, per l’ente, una moltiplicazione dei pani dai 12 ai 18 milioni annui.
Renzi ha deciso. La «delega» sport al fiorentino Giani
Il premier vuole affidargli il ruolo di consigliere esclusivo
