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Fassinotti vola sul tetto d’Italia

Ai campionati assoluti indoor di Ancona migliorato il record di salto in alto Il torinese, 25 anni, arriva a 2.34. Due settimane fa era salito a 2 metri e 33

Marco Fassinotti supera se stesso volando sul tetto d’Italia. Agli Assoluti indoor ad Ancona migliora il record nazionale di salto in alto con 2.34, incrementando di un centimetro quanto aveva fatto l’8 febbraio ad Arnstadt (Germania). Il torinese che compirà 25 anni il 24 aprile, prende così le distanze sia da Silvano Chesani (il 17 febbraio 2013 proprio ad Ancona aveva stabilito il primato indoor) che da Marcello Benvenuti (il 12 settembre 1989 aveva firmato il record all’aperto). La sua è stata una gara perfetta, con una progressione entusiasmante. Prudente la partenza con un ingresso a 2.15, poi due agevoli salti a 2.20 e 2.24 per assicurarsi la maglia tricolore. A quel punto l’aviere compie il primo errore a quota 2.28 ma non si perde d’animo. Fa alzare l’asticella a 2.31 che supera alla prima prova. Ed ecco l’obiettivo da affrontare: quei 2.34 che lo potrebbero condurre solitario in vetta alla specialità. La prima prova non va in porto di un soffio, alla seconda va su e sfiora l’asticella, che si muove appena, ma alla fine rimane sui ritti. È fatta, Fassinotti è nella storia e porta a casa anche la quarta prestazione mondiale del 2014, dopo i russi Ukhov (2.41) e Dmitrik (2.40) e il qatarino Barshim (2.36). «Ero consapevole del fatto che valessi una misura importante - le sue parole – perché in allenamento le cose stavano andando per il verso giusto e quindi questo risultato mi sorprende fino a un certo punto. Certamente è beneaugurante in vista dei Mondiali indoor di Sopot (Polonia, dal 7 al 9 marzo, ndr) dove il primo obbiettivo sarà di entrare in finale, poi me la giocherò sapendo che tutto quello che verrà in più sarà guadagnato». Da gennaio dello scorso anno Fassinotti si allena a Birmingham, nel gruppo guidato dal pakistano Ahmed Fuzz, che comprende anche il bronzo olimpico di Londra 2012, il britannico Robbie Grabarz. «Si tratta di una scelta condivisa con la Federazione – afferma il direttore tecnico organizzativo Massimo Magnani – Marco aveva bisogno di nuovi stimoli e tra le diverse opzioni a disposizione quella di Birmingham ci è sembrata la migliore. Sapevamo tutti che ci voleva almeno un anno di assestamento perché quando cambi la guida tecnica è necessario ristabilire nuovi equilibri, ma alla fine questa scelta ha pagato. È stato davvero molto bravo a migliorarsi gara dopo gara con una conduzione di stagione da manuale. Anche nell’interpretazione della competizione è molto più maturo e ha dimostrato di valere qualcosa in più. Se tutto andrà per il meglio potrà togliersi qualche soddisfazione nella rassegna iridata perché a queste misure incominciano a essere pochi i fuoriclasse in grado di emergere. È la dimostrazione – conclude Magnani – che mettendosi in gioco con serietà e dedizione si possono ottenere grandi risultati. Ad aprile faremo un raduno a Formia con tutto lo staff di Fassinotti e spero vivamente che i tecnici italiani partecipino per uno scambio di idee e per incentivare quel confronto necessario allo sviluppo dell’atletica azzurra».

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