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Innerhofer, bis di bronzo

Sochi 2014 Miracolo dello sciatore in supercombinata «È un sogno vincere una medaglia, figuriamoci due»

La nazionale italiana di sci alpino ha un mago nel proprio organico: questo mago altri non è che Christof Innerhofer. Un talento? No, un predestinato, un atleta che nel momento in cui si mette gli sci ai piedi riesce a non avvertire la pressione e a dare il meglio di sé. Lo sciatore di Gais non è stato autore di un’ottima stagione, tutt’altro: in Coppa del Mondo occorreva scorrere di molto le varie classifiche per trovarlo, lui che proveniva da un 2012/2013 decisamente migliore. Eppure, nonostante la stagione poco felice, l’aria di Sochi, sede dei Giochi Olimpici invernali, ha letteralmente trasformato il nostro Winnerhofer: domenica è arrivato l’argento in discesa libera, ieri il bronzo in supercombinata. Una medaglia che ha del miracoloso, perché non bisogna solo ricordare che Innerhofer convive ormai da una vita con dei problemi alla schiena che non gli permettono mai di dare il massimo, ma anche perché la supercombinata è stata vinta grazie a un’ottima prestazione nello slalom. Dopo la prima parte di gara, la discesa libera, Christof era ottavo, mentre nella seconda manche, lo slalom, è riuscito a recuperare fino alla terza posizione. Affrontare uno slalom con tanta caparbietà quando sei principalmente un discesista non è da tutti: Innerhofer ha chiuso alle spalle dello svizzero Sandro Viletta e del croato Ivica Kostelic, e ha conquistato la sua seconda medaglia personale oltre che la quarta della spedizione azzurra ai Giochi Olimpici di Sochi. In barba anche alla fatidica schiena, Winnerhofer ha tentato anche di fare una capriola sul podio: «Ero così contento che sembravo un matto - ha ammesso poi in conferenza stampa - è incredibile, pazzesco. Era un sogno vincere una medaglia, ora ne ho addirittura due... Mi sono allenato nello slalom solamente quattro giorni negli ultimi due anni. Al cancelletto di partenza mi sono presentato senza alcun assillo e particolarmente rilassato, perché avevo visto che molti specialisti dei pali stretti andavano molto bene in discesa e partivano sicuramente favoriti. Quando ho visto che sarei salito sul podio non potevo crederci». Questa medaglia è frutto della «tranquillità e della serenità», e Innerhofer ha deciso di dedicarla a se stesso «perché sono contento di essere competitivo quando conta. Sul piano mentale, se fosse stata una gara di sci club, sarebbe stato uguale». Per quanto riguarda gli altri azzurri, Dominik Paris si è classificato diciottesimo, mentre Peter Fill non ha concluso la gara di slalom. Molto rammarico nel biathlon: Karin Oberhofer ha ottenuto il quattordicesimo posto nella 15 km. La vittoria è andata alla bielorussa Darya Domracheva, che ha vinto il suo secondo titolo a Sochi e che ha preceduto la svizzera Selina Gasparin e l'altra bielorussa Nadezhda Skardino.

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