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Maledizione di legno

Sochi 2014 Ancora due quarti posti per l’Italia alle Olimpiadi Merighetti e Pittin sfiorano il podio in discesa e combinata

In certe giornate è davvero molto difficile capire fin dove arriva la soddisfazione, perché il confine con l’amarezza diventa molto sottile. Mettiamoci poi che a Sochi, dove sono in corso i XXII Giochi Olimpici Invernali, la sfortuna si è abbattuta ieri sulla nazionale italiana in ben due circostanze e il tutto potrebbe tramutarsi addirittura in rabbia. Si è soliti dire, infatti, che ai Giochi Olimpici si vince in tre, perché ogni colore di medaglia diventa una vittoria. In genere il vero sconfitto è colui che arriva al 4° posto, perché deve accontentarsi di quello che è conosciuto come il piazzamento per la «medaglia di legno». Alessandro Pittin e Daniela Merighetti sono reduci da due ottime prove, ma entrambe terminate al quarto posto in queste Olimpiadi di Sochi che sembrano non voler regalare ai nostri troppi riconoscimenti: il primo ha disputato la gara dal trampolino piccolo della combinata nordica, la seconda si è invece cimentata nella discesa libera di sci alpino. Quattro anni di preparazione, grandi sacrifici e un riconoscimento mancato per poco. Ma cosa si può rimproverare a Pittin, vincitore del bronzo quattro anni fa a Vancouver? Il 24enne azzurro è stato autore di un’ottima rimonta, in quanto aveva chiuso al 25° posto le prove di salto. Nella 10 km di fondo è andato quindi benissimo, ma il norvegese Magnus Krog lo ha beffato in volata. L’oro è andato al tedesco Frenzel, l’argento al giapponese Watabe. «Sono soddisfatto, è stata la mia miglior gara stagionale, purtroppo il 4° posto non conta niente in una Olimpiade, va bene solo per il morale», ha chiosato Pittin vedendo il bicchiere «mezzo pieno» mentre, a suo modo di vedere la Merighetti «meritava la medaglia dopo la caduta in allenamento». L’azzurra, purtroppo, ha però ottenuto solo la «medaglia di legno» alle spalle di Maze e Gisin, vincitrici entrambe dell’oro in quanto arrivate al traguardo con lo stesso tempo, mentre il bronzo è andato alla Gut. «Ho fatto un'ottima gara, forse potevo fare meglio nell'ultima parte se l'infortunio in allenamento non mi avesse costretta a letto tre giorni impedendomi di provare ancora la pista, ma è lo sport, è la vita, e mi sento comunque fortunata», ha affermato la Merighetti. Anche il presidente del Coni Giovanni Malagò resta ottimista: «Il bicchiere è mezzo vuoto e mezzo pieno, ma di questi quarti posti io dico di prendere tutto il bello. È segno che si è lavorato bene». Nel frattempo il doppio azzurro dello slittino formato da Oberstolz e Gruber non è andato oltre il sesto posto nella prova vinta dai cannibali tedeschi Wenzl e Art mentre Nenzi ha deluso le aspettative nei 1000 metri di pattinaggio chiudendo 25°. A destare notizia a Sochi, del resto, è stata la rinuncia di Northug alla 15 km a tecnica classica di fondo. Il 28enne norvegese, vincitore di due ori olimpici a Vancouver ma deludente nelle prime gare di Sochi, riposerà per la staffetta e la sprint a coppie.

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