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Le grandi manovre di Reja e Garcia

I due tecnici preparano la stracittadina numero 142 di campionato. Lazio: probabile difesa a quattro, Konko migliora

Lavori in corso, operai in azione, benvenuti nel cantiere di Formello. Scale, livelle, picconi e teloni verdi, Reja blinda la Lazio in vista del derby (e non solo). Si tratta di un’operazione studiata a tavolino, un programma stilato e comunicato alla società qualche settimana fa: via da occhi indiscreti e da binocoli invadenti, la pretattica viene prima di tutto. L’obiettivo è nascondere qualsiasi esercitazione o prova anti-Roma (soprattutto i calci piazzati), il tecnico goriziano non intende dare vantaggi, la stracittadina si prepara così. E’ accaduto tutto nella giornata di ieri, ma la disperazione dei cronisti è durata solo qualche minuto: il bunker biancoceleste fa acqua da tutte le parti, l’allenamento si è rivelato tutt’altro che top secret. I tifosi si sono organizzati con grande anticipo, c’è addirittura chi ha utilizzato il tetto del proprio Tir per assistere comodamente alla seduta pomeridiana. Ma i giallorossi s’avvicinano e l’entusiasmo sale, all’entrata i giocatori vengono caricati a dovere. Il più applaudito è Lulic: «Un altro gol al 71’ – chiedono i sostenitori biancocelesti – pensaci tu». E poi le classiche raccomandazioni a Beppe Biava: «Ferma Gervinho». Ci sta pensando Reja, teme più che altro il centrocampo della Roma, è pronto a cambiare la Lazio. Niente difesa a 3, le indicazioni di ieri parlano chiaro: si passa a 4, stesso atteggiamento tattico utilizzato dalla formazione di Garcia. La novità di ieri arriva dunque dalla posizione di Senad Lulic: il bosniaco è stato schierato mezzala sinistra (con Ledesma al centro e Gonzalez a destra). o è a Roma non ha mai lavorato agli ordini di Reja, tornerà per Catania-Lazio. In panchina ci sarà capitan Mauri (prima del fischio d’inizio possibile giro di campo con la Coppa Italia vinta il 26 maggio scorso), ha scontato la squalifica ma non è ancora in grado di scendere in campo da titolare. La febbre sale, il derby è arrivato: ieri al termine dell’allenamento, un po’ a sorpresa, i tifosi hanno incontrato la squadra per un breve saluto. Bunker o non bunker, l’affetto è quello di sempre.

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