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Carolina resta di bronzo

Pattinaggio Kostner battuta dalle russe: niente titolo europeo L’azzurra cade ma chiude bene la prova. Sesta la Marchei

Era a caccia del sesto titolo, invece dovrà accontentarsi di un bronzo. Agli Europei di pattinaggio artistico di Budapest Carolina Kostner non è riuscita a superare le due giovanissime russe, la 15enne Julia Lipnitskaia e la 17enne Adelina Sotnikova, già davanti a lei dopo il corto di mercoledì. Una prova macchiata da una caduta, ma impreziosita come sempre dall’ineguagliabile qualità artistica di Carolina, che ha ottenuto un punteggio di 191.39. Sesta l’altra azzurra Valentina Marchei. A dieci anni da Budapest 2004 - dove, appena sedicenne, raggiunse il quinto posto - la Kostner era tornata nella capitale ungherese per portare a casa il sesto titolo continentale, dopo quelli di Varsavia 2007, Zagabria 2008, Tallinn 2010, Sheffield 2012 e Zagabria 2013. Arriva, comunque, il podio europeo numero nove, un numero pur sempre da record, che la porta a eguagliare il numero di medaglie europee della leggenda Irina Slutskaya. Ma vincere, a meno di un mese dai Giochi di Sochi, poteva essere importante. Complice anche la decisione - presa durante un periodo di riposo forzato per un problema fisico - di cambiare i programmi a stagione già cominciata, Carolina non ha centrato l’obiettivo. «Mi sono dovuta ritirare dal campionato italiano per via di un problema alla schiena, e così ho avuto il tempo per riflettere sui miei programmi» aveva spiegato prima del suo arrivo in Ungheria. «Durante l’estate cullavo l’idea di tenere il Bolero per l’anno olimpico, ma non volevo perdere l’occasione di una nuova esperienza creativa e di una nuova sfida. Dopo l’infortunio non sono riuscita a sentirmi al top con "Sheherazade" (il lungo con cui si era presentata al Grand Prix ad inizio stagione, ndr) e, assieme alla mia coreografa Lori Nichol, ho deciso che amo il ritmo e l’energia del Bolero». La soave «Ave Maria» di Schubert nel corto, dunque, e l’audace «Bolero» di Ravel nel lungo: due facce della stessa Carolina, colpita e attratta dall’idea dello yin e dello yang, principi opposti e complementari della filosofia cinese, sottolineati anche dal contrasto tra il candore dell’abito bianco indossato nel corto e la sensualità del costume nero di ieri. D’altronde, lo scorso anno, il Bolero l’aveva portata alla vittoria europea di Zagabria e all’argento mondiale in Canada: nell’anno olimpico era saggio puntare su una carta vincente. Magari ai Giochi di Sochi, dove tra meno di un mese Carolina si giocherà la sua ultima chance olimpica, la decisione si rivelerà quella giusta.

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