L'ultima follia. E stavolta non c'entra niente il genio creativo di Mel Brooks, che tanto sano divertimento ci aveva regalato dal grande schermo. No, altri sono i protagonisti di questa farsa di metà gennaio, che in qualche modo coinvolge il Mondiale brasiliano della prossima estate. Non occorre fare un doppio salto mortale avvitato in avanti, addirittura otto anni, quando la massima competizione internazionale del calcio sbarcherà sul pianeta dell'oro nero. Da tempo l'organizzazione è stata affidata al Qatar, ora qualcuno particolarmente attento alle abitudini climatiche del pianeta, argutamente si è chiesto: «Ma non farà troppo caldo?». Se si pone un problema, il colonnello Blatter sa come risolverlo. A suo tempo, nel timore che i gol segnati fossero troppo pochi, aveva provato a inventarsi le porte allargate, poi aveva ripiegato sul «golden gol», ridicola innovazione che avrebbe dovuto rendere più offensivo l'atteggiamento delle squadre impegnate nei supplementari. E chi si sognava di attaccare, sapendo che subire un gol avrebbe bloccato ogni velleità di rimonta? Stavolta il presidente della Fifa non si è esposto in prima persona, ha preferito che a fare la figura dello scemo del villaggio fosse Jerome Valcke, ll segretario generale, firmatario di una dichiarazione che avrebbe richiesto la camicia di forza. Se in Qatar picchia il sole, si risolve tutto giocando tra novembre e gennaio. E come mai nessuno ci aveva ancora pensato? Nessun problema, basta fermare i campionati in tutto il resto del mondo, buttare nel water i ricchi contratti televisivi, regalare ai giocatori una settimana bianca invece delle solite vacanze al mare con mogli, fidanzate, compagne fisse e occasionali, relativi bambini sottratti agli impegni scolastici. Della gaffe la Fifa ha preso atto: non per allontanare la delirante ipotesi, ma per specificare che ci sono otto anni di tempo per riflettere. Nel frattempo, appena un po' più tempestiva la nostra Associazione Calciatori: Damiano Tommasi ha espresso la sua preoccupazione per il clima brasiliano, finora nessuno se ne era accorto, in fondo mancano ancora cinque mesi, è un grido di allarme prematuro. Ma del resto, da un Paese che celebra un nuovo arrrivo come un fatto storico perché a Milanello piombano ottanta giornalisti giapponesi, che cosa possiamo aspettarci?
L’ennesima assurda invenzione di Blatter
di Gianfranco Giubilo L'ultima follia. E stavolta non c'entra niente il genio creativo di Mel Brooks, che tanto sano divertimento ci aveva regalato dal grande schermo. No, altri sono i protagonisti...