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Giallo Schumi Nuovo video

L’incidente dell’ex campione di Formula 1 ripreso da uno sciatore: «Andava piano»

A una settimana esatta dal terribile incidente di Schumacher spunta un video amatoriale. Non sarà solo la telecamera GoPro, montata su caschetto del campione e al vaglio degli inquirenti, a far chiarezza su cosa è avvenuto davvero il 29 gennaio scorso intorno alle 11 sulle piste dell’Alta Savoia, ma sarà d’aiuto anche il filmato di un 35enne che vive a Essen, in Germania. Il quotidiano Der Spiegel ha confermato di essere in possesso del video (ora a disposizione della giustizia francese) girato dall’uomo, uno steward, che si trovava in vacanza a Méribel e che per caso ha ripreso tutta la scena. Domenica, si era fermato a bordo pista per riprendere la fidanzata con lo smartphone, ma alle sue spalle ha immortalato uno sciatore mentre cade su un sentiero non marcato. In base all’orario e al luogo, si tratterebbe proprio del sette volte campione del mondo. Le immagini sono una testimonianza importante perché confermano le dichiarazioni della famiglia: Schumacher non andava veloce ma a «20 km orari, non di più», ha spiegato l’uomo ai media tedeschi. Famiglia già irritata per alcune illazioni, soprattutto quelle relative al giallo della telecamerina che non sarebbe stata subito consegnata alla procura di Albertville. La portavoce, Sabine Kehm, è intervenuta con una nota scritta: «Il casco di Michael è stato volontariamente fornito dalla famiglia alle autorità che investigano sull’incidente. Non è vero che ciò sia avvenuto contro la volontà della famiglia». Dunque, un gesto spontaneo (sembra però che la polizia lo abbia saputo da altri testi e che l’abbia cercata invano sulle pendici innevate) per far luce sulla dinamica della caduta e per capire se ci siano responsabilità altrui (quello spicchio di pista pieno di sassi doveva essere segnalato?) o risarcimenti assicurativi in ballo, ad esempio per gli sci presi a noleggio che non si sono sganciati. Se l’elmetto – spaccato a metà – e la telecamera sono saltati fuori, ancora non si è capito se questa fosse in funzione (ma perché non doveva esserlo visto che Schumacher aveva iniziato la discesa da riprendere?) ed eventualmente se le immagini siano state recuperate. L’altro nodo affrontato nel comunicato ha riguardato le condizioni di Schumacher. La Kehm ce l’aveva con il titolo «fuori pericolo» di diversi giornali esteri e le ottimistiche dichiarazioni dell’ex pilota Philippe Streiff: «Vorremmo sottolineare che qualsiasi informazione sulla salute di Michael che non provenga dai dottori che lo hanno in cura o dal suo management deve essere considerata inattendibile o puro frutto di speculazione. L’unica preoccupazione della famiglia riguarda la sua salute». Sono passati sette giorni da quando il pilota è stato ricoverato nel reparto di rianimazione della clinica universitaria di Grenoble: il terribile incidente, il violento trauma cranico, la corsa in ospedale, le due operazioni per aspirare le emorragie più importanti e il lungo coma artificiale per evitare o limitare i danni neurologici. La situazione è critica, ma stabile. Tutti lo ripetono come un mantra, anche Luca Badoer, sempre presente insieme a Jean Todt. Fino a domani non ci saranno comunicati ufficiali o bollettini medici. Lunedì, quasi certamente alle 11, chirurghi e direttivo del nosocomio si presenteranno per la terza volta davanti a microfoni e taccuini. Nella migliore delle ipotesi scioglieranno la riserva sulla prognosi e annunceranno il trasferimento in una struttura svizzera.

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