S ono alle porte i botti di Capodanno, ai quali personalmente assegnerei l'Oscar dell'imbecillità, non riesco a capire come una cosa che ti disturba, esecrabile, per 364 giorni, diventi per una notte espressione di festa. Passeranno tre albe e i botti saranno uno sfumato ricordo, quando avrà inizio il cosiddetto mercato di riparazione, che invece proporrà altre rotture. Questo, almeno, per quanto riguarda l'Italia e il suo calcio sprofondato nella malinconia, ma almeno il nostro senso dell'umorismo ci regala qualche spunto divertente. A cominciare dall'iniziativa di Abete, che ha già annunciato, sul futuro di Prandelli: «Incontrerò Cesare a marzo», il tecnico preferirebbe evitare le Idi, storicamente infauste. Per Lotito, invece, è sempre «Un giorno in Pretura», stavolta tocca a Petkovic, l'ennesimo contenzioso, per lui un amore finito non diventerà mai amicizia. Mica male anche Simeone: «Sarà bello affrontare i rossoneri», in effetti l'urna della Champions gli ha consegnato un terno al lotto, visti i problemi del Milan, tanti a.d. non fanno mezzo giocatore. Torniamo a noi. Mentre all'estero si tratta, o almeno si tenta di farlo, su possibili trasferimenti di primo piano, qui siamo fermi alle schermaglie per Nainggolan, sarà una baruffa all'ombra della Madunina, una volta che le mosse della Roma sembrano più che altro una manovra di disturbo. Quando le luci della ribalta si spegneranno, la notte del 31 gennaio, si potrà stilare un bilancio e constatare, una volta di più, che i fuochi d'artificio promessi saranno castagnole da quattro soldi, magari scambi di prestiti che non incideranno sul futuro delle nuove destinazioni. Qui i media, non potendo parlare di Falcao, Messi, Iniesta, Luis Suarez o Rooney, creano i fenomeni autarchici con i quali nessuna società può sperare che la sua vita cambi, di sicuro non in meglio. Non fanno più notizia gli andirivieni di Cassano, che soltanto la Roma non era riuscita realmente a vendere, regalandolo al Real Madrid. L'uomo mercato rischia di diventare il buon Parolo, difficile che i club più prestigiosi si azzuffino per portarlo a casa. Colpo reale potrebbe risultare quello di un ritorno a casa, esaltante soltanto a metà per gli interpreti, in entrata e in uscita, Erik Lamela diventa oggetto del desiderio per Mazzarri e la sua Inter, ne uscirebbe bene Sabatini che ha portato in cassa un sacco di soldi, Baldini non avrebbe motivi per esultare, del resto più che cacciare Villas Boas non poteva fare.
Al mercatino italiano solo pezzi piccoli
di Gianfranco Giubilo Sono alle porte i botti di Capodanno, ai quali personalmente assegnerei l'Oscar dell'imbecillità, non riesco a capire come una cosa che ti disturba, esecrabile, per 364 giorni,...