Sport

Premiate con il Collare d’oro le massime espressioni dello sport

di Augusto FrascaUn Consiglio nazionale, una convocazione di Giunta esecutiva, un incontro istituzionale, una trasferta, un convegno, una premiazione: tutto del Comitato olimpico e del suo vertice...

Un Consiglio nazionale, una convocazione di Giunta esecutiva, un incontro istituzionale, una trasferta, un convegno, una premiazione: tutto del Comitato olimpico e del suo vertice si può dire eccetto tacciarlo d'immobilità. Ieri mattina è stato il turno della consegna delle massime onorificenze dello sport nazionale, vale a dire, in termini rappresentativi, di mezzo sport italiano, olimpico e paralimpico. Nomi pesanti dell'agonismo, imbarazzante tentare di farne sintesi, ma la cronaca impone tuttavia citarne qualcuno. La carabina di Nicola Cambriani, l'arco di Mauro Nespoli, Michele Frangilli, Marco Galiazzo e Oscar De Pellegrin, il canottaggio di Laura Milani ed Elisabetta Sancassani, l'atletica di Martina Caironi ed Assunta Legnante, la canoa di Daniele Molmenti, la scherma di Valerio Aspromonte, Giorgio Avola, Carolina Erba, Andrea Baldini, Cassarà, Di Francisca, Arianna Errigo, Ilaria Salvatori e Vezzali, il pugilato di Domenico Spada, il taekwondo di Carlo Molfetta. Tra i dirigenti, due di nobili trascorsi, Gianfranco Cameli ed Enzo Vittorioso. Due siparietti. Mentre Gianni Petrucci - 14 anni al vertice del Foro Italico - ricevendo il Collare d'oro, abbracciando con scarsa convinzione Malagò pur non lesinandogli apprezzamenti ma precisando «Abbiamo anche opinioni diverse», esprimeva la necessità di guardare con occhi diversi federazioni tradizionali ed altre ad elevato tasso di professionismo, il ministro Delrio ha messo il cappello istituzionale sugli aggiornamenti decisi 24 ore prima dalla Giunta sulla giustizia sportiva: «Decisione molto opportuna». Il secondo siparietto, guizzo della mattinata, ha riguardato principi e principesse della scherma, soprattutto le seconde, pantere in pedana e vipere, all'occorrenza, fuori. Tutto è nato dall'incauta decisione del conduttore, Andrea Fusco, in diretta televisiva, di affidare alla plurititolata Valentina Vezzali, non propriamente adorata dalle compagne, il compito di intrattenere colleghe e colleghi. A domanda sulla sua recente partecipazione televisiva a una gara di ballo, Elisa Di Francisca, con un assist di tali proporzioni a disposizione, non esitando un attimo, si è prodotta in un exploit velenoso: «Sono riuscita a divertirmi, cosa che nello sport dovremmo fare sempre». A conferma poi di come la scarsa simpatia nei confronti di Vezzali non sia esclusività delle colleghe, dinanzi al visibile impaccio lessicale dell'intervistatrice, usando un bastone in luogo di un fioretto, ha preso la palla al balzo l'olimpionico Andrea Cassarà: «Spero che in Parlamento tu riesca a spiegare le cose meglio di quanto stia facendo qui». Con buona pace di tutti.

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