Allegri resta. Parole e musica di Silvio Berlusconi, che dopo avere avuto un confronto con Galliani, puntella la panchina del tecnico milanista, sempre più traballante dopo l’ennesimo pareggio rimediato a Verona contro il Chievo. «Non ho da rimproverare nulla né a me né ai ragazzi - sottolinea il tecnico livornese a fine partita - basterebbe vincere una partita per dare una svolta. Speriamo di recuperare qualche elemento durante la sosta. Se serve un altro allenatore me lo diranno». Allegri si sente appeso a un filo, con una stagione già compromessa all’inizio di novembre. Servirà una risalita degna di uno scalatore alpino, il treno che porta in Europa è sempre più lontano. Ma il presidente cerca di salvare il salvabile: la priorità ora è quella di passare la fase a gironi di Champions League. Gli interventi in corsa raramente hanno portato una soluzione ottimale, e il Milan non è un club che ha nelle proprie corde l’esonero di un tecnico come soluzione ai problemi. Con Berlusconi è successo solo tre volte in ventisette anni: Tabarez, Zaccheroni, Terim. E soltanto nell’ultimo caso, con Ancelotti arrivato in corsa al posto del turco, i rossoneri riuscirono a qualificarsi per il preliminare Champions.
Il Milan delude anche a Verona Allegri: nulla da rimproverarmi
Allegri resta. Parole e musica di Silvio Berlusconi, che dopo avere avuto un confronto con Galliani, puntella la panchina del tecnico milanista, sempre più traballante dopo l’ennesimo pareggio...