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Parte il ricorso all’Uefa

Gianluca Cherubini Gli atti necessari per presentare ricorso contro la Uefa arriveranno questa mattina, la Lazio proverà subito a limitare i danni. Un fulmine al ciel sereno, ma la condanna è...

Gli atti necessari per presentare ricorso contro la Uefa arriveranno questa mattina, la Lazio proverà subito a limitare i danni. Un fulmine al ciel sereno, ma la condanna è chiara: un turno a porte chiuse per cori razzisti nel match dell'Olimpico contro il Legia Varsavia e 40 mila euro di ammenda. L'avvocato Gentile, difensore dei biancocelesti, prepara il contrattacco: «Avevamo avuto un rapporto con la segnalazione del Fare (Football Against Racism in Europe) su pochi cori razzisti provenienti dalla Nord - rileva il legale - noi abbiamo replicato che non ce n'è traccia nel rapporto dell'arbitro e dei delegati Uefa». Si vedrà, ma per il momento la Lazio si trova costretta ad affrontare il prossimo match interno di Europa League (in programma giovedì 7 novembre contro l'Apollon) senza il proprio pubblico. Un colpo basso, ma non si tratta (purtroppo) di un caso isolato. Lo scorso anno i capitolini furono costretti a giocare sia con lo Stoccarda che con il Fenerbahce a porte chiuse. La sfida contro i turchi costò l'eliminazione ai quarti. È una situazione che rischia di diventare pesante e di rovinare l'immagine del club in giro per il mondo. La Lazio è nel mirino, Lotito è convinto: «È uno scandalo, così non si può andare avanti. Paghiamo per colpa di pochi e non è giusto».

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