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Un sabato da urlo introduce la terza giornata

di Gianfranco Giubilo Arriva la Champions League e dunque è inevitabile che la domenica della buona gente torni a cadere in depressione. Si prende il proscenio il sabato, poi ci sarà anche un...

Arriva la Champions League e dunque è inevitabile che la domenica della buona gente torni a cadere in depressione. Si prende il proscenio il sabato, poi ci sarà anche un monday night che coinvolge una delle attuali capoliste di un campionato appena partito e subito frenato dagli impegni delle Nazionali. Del quintetto di testa, oggi si presentano in tre, comprese Juventus e Napoli che capeggiavano la lista delle pretendenti al titolo, poi c'è anche il Milan, che ha sfruttato i playoff per assicurare la terza presenza italiana nei gironi della massima competizione europea. Sarà bene chiarire subito che soltanto il Napoli, teoricamente favorito dal calendario che gli offre lo stadio di casa per ospitare l'Atalanta, è alle prese con qualche tentazione di turnover, legata anche agli impegni mondiali di giocatori di primo piano come Higuain e soprattutto Hamsik, al quale Don Rafa ha affidato le chiavi del gioco azzurro. Diverso aspetto hanno le tentazioni di Allegri, che deve gestire con freddezza le forti emozioni destate dal ritorno di Kakà, che ha suscitato livelli di entusiasmo perfino un po' eccessivi, non sempre il Real Madrid elargisce regali. Comunque sarà impiegato fin dal via nella trasferta di Torino, non terribile nelle premesse, ma resa rognosa dalla forzata improvvisazione della linea difensiva, che dopo Bonera ha perso De Sciglio, Abate e Silvestre. Ma il primo piano nessuno può contestarlo a quello che Gianni Brera aveva definito il derby d'Italia, a dispetto della geografia, per quanto aveva rappresentato prima che il Milan risorgesse dalle ceneri per fare incetta di trofei. A San Siro si sposta la Juventus, che molte concessioni ha fatto agli impegni di tante Nazionali, a cominciare da quella di Prandelli. La parentesi mondiale ha messo fuori uso a lungo Caceres, seconda linea importante per duttilità di impiego, ma per fortuna si dovrebbe poter contare su Vucinic. Mazzarri ha rivitalizzato l'Inter e tenta il colpaccio, sente la partita anche perché non c'è mai stato un feeling autentico con Antonio Conte, a partire dalle scintille della Supercoppa. La Capitale continua a vivere di richiami a quella finale di Coppa Italia, che ha dato il via alla ricostruzione della Roma e forse ha attenuato la fame dei laziali. Comunque sia, sarebbe ora di piantarla con queste storie. Ha colpito, nelle parole di Sabatini che tornava a farsi sentire dopo quattro mesi, il riferimento alla partenza di Lamela, il suo pupillo. Finito al Tottenham dopo che l'offerta faraonica di una società italiana ne aveva decretato la partenza.

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