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Qualificazione meritata in anticipo

di Gianfranco Giubilo Buon viaggio, Italia. Mai era riuscita l'impresa di qualificarci al Mondiale con due turni di anticipo, imbattuta la legione azzurra di Cesare Prandelli. Una partita sofferta,...

Buon viaggio, Italia. Mai era riuscita l'impresa di qualificarci al Mondiale con due turni di anticipo, imbattuta la legione azzurra di Cesare Prandelli. Una partita sofferta, uno svantaggio da rimontare, un cambio decisivo e quei minuti di fuoco in avvio di ripresa, pari regalato da Cech, il sorpasso dal dischetto, Balotelli fa venti su venti. Qualche difficoltà per la cronica incapacità di gestire le partite, palloni perduti per superficialità, ma alla fine il traguardo è centrato. Ancora una sola punta, Supermario. Che però, avendo forse saltato la merenda di metà pomeriggio, ha fatto indigestione di gol. Non le mezze occasioni, non i tentativi sfortunati, ma svarioni incredibili, la traversa colpita a porta spalancata, altre tre volte almeno di fronte a Cech, senza trovare lo straccio di un gol. Quello che invece ha trovato Kozak al primo tentativo, e lì è finita la storia della difesa a tre. Quattro dietro in linea, De Rossi restituito al centrocampo, dove però latitava Montolivo e Candreva era meno incisivo del solito. Svantaggio al riposo, dunque, dopo un avvio che aveva suscitato buone sensazioni. Ma con Osvaldo dentro è un avvio folgorante. Il riscatto di Balo, perdonati gli errori. Sarà anche il più moderno e confortevole impianto d'Italia, lo JuveStadium, però non sono proprio eleganti quelle tre stelle che intendono celebrare gli scudetti bianconeri, anche quelli cancellati dalla legge. Tanto per cambiare, nelle cerimonie prima della gara, Abete ha reagito da leone alla provocazione di Andrea Agnelli relative all'usurpazione sui muri dello stadio. Si è chiamato subito fuori, il presidente, ricordando che all'epoca delle sentenze su Calciopoli la Federcalcio era commissariata. Al solito, una replica autorevole. Si è parlato anche del problema legato all'addio annunciato di Cesare Prandelli dopo il Mondiale, anche in questo caso parole chiare: vedremo, calcoleremo gli aspetti economici, le prospettive tecniche, insomma chi vivrà vedrà. Nessun dubbio, siamo in buone mani. Da oggi si torna a restituire al campanile l'egemonia che neanche l'azzurro riesce a contrastare. Sabato pomeriggio quello impropriamente definito come derby d'Italia, Inter e Juve in campo a San Siro. Ma la prima vera e propria stracittadina, delle cinque previste dal calendario, sarà quella genovese di domenica sera. Vigilia riservata per intero alle protagoniste della Champions, oltre alla Juve giocano il Napoli in casa e il Milan a Torino.

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