Il presidente Lotito deluso dalla squadra. Dias arrabbiato per l'esclusione dall'Europa League. Petkovic per nulla soddisfatto dal mercato e infastidito da alcune posizioni prese dalla società. In casa Lazio sono bastate tre partite ufficiali e alcuni incomprensibili errori nell'allestimento della nuova squadra per dilapidare in quindici giorni l'effetto Coppa Italia. L'euforia post-derby è svanita all'improvviso a Formello. Troppo forte la delusione per il mancato arrivo dell'agognato Burak Yilmaz, il bomber promesso dalla società al tecnico Vladimir Petkovic e mai arrivato. I motivi resteranno poco chiari, perché la versione fornita dalla Lazio («L'agente del calciatore ci ha chiesto una cifra assurda per le commissioni») non coincide affatto con le dichiarazioni rese dal procuratore Ali Egesel («Il Galatasaray ha rifiutato l'offerta della Lazio»). Al tecnico di Sarajevo, del resto, poco importano le ragioni del fallimento dell'affare. L'unica cosa importante è un'altra: ceduti Rozzi e Kozak, l'attacco biancoceleste può contare ora soltanto su Klose, Floccari e il giovane Perea, appena sbarcato in un mondo sconosciuto. Davvero poco per ambire al piazzamento sul podio del campionato, con vista sulla prossima Champions League, senza nulla togliere al 18enne Keita, al quale non è certo possibile chiedere miracoli. Petkovic non è affatto contento della rosa ricevuta in dono dalla società, e l'ha fatto presente alla chiusura del mercato. Le richieste avanzate dal tecnico nell'incontro organizzato dopo il trionfo in Coppa Italia erano chiare: un difensore centrale di spessore internazionale - fondamentale per avvicendare il 36enne Biava e un Dias vicino all'addio - e un attaccante di primo livello, essenziale vista l'età anagrafica della stella Klose, tra l'altro «distratto» dal Mondiale 2014, ultimo obiettivo di una carriera piena di successi. La società aveva avallato in pieno le richieste avanzate da Petkovic, ma alla prova dei fatti ha tradito il tecnico: per la difesa il direttore sportivo Tare ha puntato sullo sconosciuto Diego Martin Novaretti, non certo il titolare necessario ma una scommessa in piena regola, rivelatasi per ora poco fortunata; in attacco, invece, è arrivato il solo Perea, tutto fuorché il giocatore chiesto da Petkovic. Per questo, ma non solo, il tecnico di Sarajevo è deluso. Petkovic, infatti, non ha affatto gradito le critiche ricevute dopo la sconfitta in Supercoppa. «La squadra è stata costruita secondo un progetto tecnico preciso - ha spiegato Lotito qualche giorno fa - non è possibile far venire meno queste prerogative», aggiungendo altre frasi chiare e precise: «Il tecnico ha a disposizione 22 titolari, ora deve saperli gestire. Giocando nuovamente la partita con la Juve, il risultato sarebbe diverso». Critiche per nulla apprezzate da Petkovic, «tradito» dalla società sul mercato e anche su alcune scelte gestionali (l’allenatore, ad esempio, non ha gradito la gestione degli infortuni dal punto di vista medico, vedi i casi Ederson e Mauri): ecco perché il famigerato rinnovo del contratto, in scadenza il prossimo 30 giugno, è ora più che mai lontano. Incassate le «perplessità» del proprio allenatore (ieri volato a Nyon per il Forum Uefa riservato agli allenatori), alcune scritte di protesta apparse a Formello e deplorevoli minacce via mail, ieri pomeriggio Lotito si è presentato al centro sportivo biancoceleste per incontrare la squadra. Un'occasione buona per manifestare il proprio disappunto per quanto accaduto nelle due partite contro la Juventus e strigliare i propri giocatori: il club vuole una pronta reazione e non ammette altri passi falsi. Prima di trasferirsi a Villa San Sebastiano per un confronto con il segretario generale Armando Calveri sul caso Berisha (il Chievo ha presentato ricorso alla Fifa producendo il contratto firmato dal portiere albanese, che ora rischia una squalifica), Lotito ha incontrato anche Dias, a dir poco scontento per l'esclusione dalla lista dell'Europa League. Il brasiliano ha chiesto delucidazioni, il presidente ha spiegato la sua estraneità alla scelta. Lotito ha poi incontrato Mauri (in attesa di novità sul fronte calcioscommesse) e gli «esuberi» Alfaro, Barreto e Stankevicius per parlare con loro dei possibili scenari: confronti utili e financo necessari in una Lazio avvolta dal caos.
È tutti contro tutti
Lotito striglia la squadra, Dias lo attacca per l’esclusione dall’Europa. Petkovic è deluso dal mercato e dalle scelte del club: rinnovo lontano
