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La Curva Nord resta chiusa

Ricorso respinto, contro l’Udinese tifosi fuori dallo stadio Abete: norme chiare, dobbiamo vincere la sfida al razzismo

La Curva Nord resta chiusa. La Corte di giustizia federale ha respinto il ricorso d'urgenza presentato dalla Lazio contro la sanzione decisa dal giudice sportivo per punire i cori razzisti intonati dai tifosi durante la sfida alla Juventus, Supercoppa italiana andata in scena domenica scorsa. E così domani sera la squadra di Petkovic non potrà far affidamento sul sostegno della Nord per il debutto in campionato, la sfida contro l'Udinese. La discussione davanti ai giudici della Corte, presieduta da Gerardo Mastrandrea, è durata poco meno di venti minuti. Nel chiedere l'annullamento o quanto meno la sospensione del provvedimento sanzionatorio, l'avvocato della Lazio Gian Michele Gentile ha fatto leva su un argomento «logico»: i «buu» - ha spiegato il legale biancoceleste - sono avvenuti in una competizione diversa dalla serie A, chiunque avrebbe potuto acquistare il tagliando per assistere alla Supercoppa. «Non è certo che siano stati tifosi della Lazio», ha osservato Gentile lasciando l'aula della discussione. Gli argomenti della difesa, però, non hanno affatto convinto la Corte federale. E così domani sera i 4 mila abbonati biancocelesti in Nord non potranno assistere al debutto in serie A (chi ha comprato i singoli tagliandi della partita, invece, può ancora chiedere il rimborso o il cambio con biglietti degli altri settori), ma resteranno fuori dall'Olimpico, comunque presenti sotto la curva per sostenere la squadra di Petkovic. I giocatori, invece, sposeranno appieno le iniziative organizzate dalla società per dimostrare la propria ferma opposizione al razzismo. Ospiti e testimonial speciali sugli spalti, ma soprattutto una maglia particolare, con uno slogan scelto dai tifosi della Lazio attraverso i canali ufficiali del club. Una strategia a 360 gradi per ribadire un principio fondamentale - il no ad ogni discriminazione razziale - e dimostrare ancora una volta l’impegno della società sui temi sociali, fatto importante ma non più sufficiente per evitare le sanzioni sportive in presenza di un comportamento scorretto dei tifosi. Le nuove norme volute dalla Uefa e recepite dalla Federcalcio, infatti, sono molto dure: alla prima infrazione il giudice può chiudere un settore dello stadio, alla seconda può squalificare il campo, alla terza può disporre la sconfitta a tavolino e addirittura una penalizzazione per il club. «Le regole sono chiare e allineate alla Uefa - ha avvertito il presidente federale Giancarlo Abete - non possiamo accettare certe cose, così come le vicende legate a frodi e scommesse. Spero che tutti facciano la propria parte: abbiamo diverse sfide da vincere, a partire da quelle contro la violenza e il razzismo». «Non mi piace il termine tolleranza zero - ha aggiunto il presidente della Lega di A Maurizio Beretta - ma va fatto un gran lavoro: con l'impegno di tutte le società potremo vincere questa battaglia». Per i primi esami non occorre aspettare, oggi si parte con Sampdoria-Juventus e soprattutto Verona-Milan: i tifosi sono avvertiti.

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