Il bronzo mondiale a Barcellona 2013 è della Croazia. Il Settebello di Sandro Campagna, detentore del titolo e vicecampione olimpico, è stato infatti sconfitto (8-10) dalla Croazia nel remake dell'ultima finale dei Giochi di Londra. Un match che è sembrato la fotocopia della semifinale contro il Montenegro. La solita partenza handicap che ha permesso ai croati di prendere il largo e sul -5 è diventato difficile per gli Azzurri tornare in corsa anche se il carattere non ha fatto difetto, ma i troppi errori hanno condizionato il Settebello che nel finale è riuscito a rendere meno amara la sconfitta. L’Italia, dal 2010 a oggi,rimane tra le prime quattro al mondo ma è chiaro che in vista di Rio 2016 qualcosa Campagna la dovrà pur cambiare. La voglia di riscatto in acqua da parte di Italia e Croazia è tanta. I croati vogliono rialzarsi dopo la bruciante sconfitta con l'Ungheria, gli azzurri dopo l'inattesa battuta d'arresto con il Montenegro. Il primo gol è di Sukno, sono passati 29 secondi, in parità numerica. La Croazia gioca l'uomo in più molto bene. L'Italia fa girare la palla, trova gli schemi, ma non sempre trova la precisione. Ci si mette anche un pò di sfrotuna. Negli utlimi secondi del primo tempo si passa dal possibile 3-3 al 4-2 per i biancorossi. Nel secondo tempo sembra di rivivere la partita shock con il Montenegro. Soltanto Giorgetti non sbaglia l'uomo in più. I croati continuano ad avere la media alta di realizzazione in superiorità. Campagna richiama la squadra nell'intervallo. Dopo 1'15" del terzo periodo Sukno e Perez sono espulsi definiti per reciproche scorettezze, la partita si infiamma, passa un altro minuto e gli abitri mostrano il cartellino rosso anche a Buslje che protestava dalla panchina croata. L'Italia ci prova. Giorgetti e Presciutti vanno a segno. Gli azzurri continuano a creare occasioni ma ne realizzano la metà. Nell'ultimo periodo non bastano la doppietta di Felugo e il gol di Napolitano quasi sulla sirena. «Siamo rammaricati, era una partita che si poteva vincere e non l'abbiamo giocata bene soprattutto nella prima parte - spiega Sandro Campagna, commissario tecnico della nazionale azzurra - Abbiamo commesso tanti errori, e abbiamo anche avuto sfortuna in alcuni tiri». «In difesa, con un uomo in meno, ci mancavano i 5 centimetri per coprire l'angolo corto. Dopo l'allungo della Croazia - prosegue Campagna - abbiamo reagito, nonostante la squadra potesse andare in barca. La reazione le fa onore, abbiamo reso le armi con onore, cercando di dare l'anima fino all'ultimo. Sia a Shanghai che a Londra avevo esaltato la preparazione, qui la squadra non è arrivata brillantissima e me ne assumo le responsabilità, Non do nessuna colpa ai giocatori, hanno dato tutto e li ringrazio. Si va avanti, facendo tesoro delle imperfezioni», conclude Campagna già col pensiero rivolto a Rio. Dal canto suo il capitano azzurro Stefano Tempesti parla di bilancio positivo. «Il bilancio è buono. C'era un grande avversario che ci ha messo in difficoltà, abbiamo commesso tanti nostri errori che valuteremo. Onore alla Croazia, ma anche a noi, siamo ancora arrivati tra le prime quattro al mondo, non è facile riconfermarsi. Abbiamo fatto comunque un ottimo Mondiale, le prospettive per futuro, comunque, sono le migliori e - aggiunge - ci sono i propositi per fare ancora bene in futuro». Stasera alle 22.15 la finale per l'oro tra l'Ungheria del mancino baciato da Dio, Tibor Benedek e il Montenegro. E sarà spettacolo puro alla Picornell.
Settebello battuto. Bronzo alla Croazia
Ai Mondiali di Barcellona ancora una sconfitta per gli Azzurri (10-8). Amaro il ct Sandro Campagna: «I ragazzi hanno dato tutto, a noi è mancato qualcosa. Lo correggeremo perché ci attende Rio nel 2016 e lì vogliamo tornare nuovamente a ruggire»
