Un argento che vale oro e molto di più. Un argento che vale lacrime di commozione. Che vale incredulità. Che vale la quinta medaglia in altrettanti mondiali sulla distanza. Che vale il primato personale col costume in tessuto. Federica Pellegrini torna lì. Sul podio. Con un sorriso che rispecchia lo stato d'animo incredulo e felice. Sereno e fiducioso. Perchè dopo un anno leggero, vissuto senza pressioni e con il naso in su, arrivare a due decimi dall'oro mondiale a pancia in giù è quasi una magia. Federica Pellegrini ha stupito. C'ha provato quasi per gioco. Senza particolari aspettative. Non come Missy Franklin che doveva vincere e per farlo ha persino rinunciato alle semifinali dei 50 dorso e alla ricerca degli otto iridati. Michael Phleps si nasce...non si diventa. La statunitense ha vinto in 1'54’’82. Ma per poco. Agli ultimi metri sembrava ferma perchè i nostri occhi erano puntati sulla «Fede nazionale», che si avvicinava e si avvicinava sempre di più. Quasi a toccare il muro prima di lei. Bastavano tre metri in più. Ma non conta. Ciò che davvero ha importanza, e rimarrà nella storia italiana, è l'impresa di Federica che in 1'55’’14 migliora il personale in tessuto di 1'55’’45 con cui conquistò l'oro ai campionati europei di Budapest nel 2010. «Mi viene da piangere - svela la Pellegrini appena uscita dalla vasca - Sono allibita. Ci tenevo tanto seppur non avessi particolari aspettative. Sono sorpresa, incredula e felice. Non mi aspettavo di tornare subito sul podio dopo la delusione di Londra. È stato un anno di transizione. Dove ho cambiato metodi di allenamento e preparazione fisica e ho nuotato a dorso. Ho deciso di nuotare i 200 con Philippe (Lucas), Matteo (Giunta) e Filippo (Magnini). Li ringrazio, così come ringrazio tutte le persone che mi vogliono bene e mi sono vicine. Questa medaglia è tra le più belle della mia carriera e la dedico a me stessa. Penso di meritarla dopo le polemiche seguite alle Olimpiadi. Ma soprattutto è una medaglia siginificativa, mi trasmette fiducia per il futuro. Consolida le mie scelte e dice che ho ancora margini di miglioramento significativi». Una conferma importante per la veneta di Spinea - già campionessa (2008) e vice campionessa olimpica (2004), due volte campionessa mondiale (2009 e 2011), argento (2005) e bronzo (2007) - che compirà 25 anni lunedì prossimo ed è tesserata per il CC Aniene. «Non potevo impedirle di nuotare i 200 stile libero - sottolinea il tecnico Lucas - Federica sta molto bene fisicamente grazie al lavoro svolto con Matteo Giunta. È solidissima di testa. Altrimenti non avrebbe potuto nuotare così, senza allenamento specifico. Nuotare i 200 le viene naturale. Le tattiche sono secondarie. L'importante è lavorare. Poi tutto è possibile. Mi trovo molto bene con lei, lo staff e la Federazione Italiana Nuoto». Al terzo posto, per la cronaca, si piazza la vice campionessa olimpica Camille Muffat in 1'55’’72. A Londra nuotò in 1'55’’58. Sarebbe stata dietro Federica. Ed entrambe dietro alla statunitense Allison Schmitt (1'53’’61). L'Italia del nuoto, però, non è solo Federica Pellegrini. In finale mondiale c'erano anche Mattia Pesce nei 50 rana e Gregorio Paltrinieri nei 1500. In semifinale Luca Dotto e Filippo Magnini nei 100 stile libero e Stefania Pirozzi nei 200 farfalla. I primi ad entrare in vasca sono stati Luca Dotto e Filippo Magnini, insieme nella seconda semifinale dei 100 stile libero: Luca in corsia 7 a Pippo alla 1. Luca Dotto passa ai 50 in 23’’21 e chiude in 48’’46, Filippo Magnini passa in 23’’68 e chiude in 49’’12. Dotto è ottavo e si qualifica alla finale di domani, Magnini è sedicesimo e si ferma in semifinale. Il miglior tempo è quello di Nathan Adrian (Usa) con 47’’95. Nella finale dei 50 rana Mattia Pesce è ottavo con 27’’53 nella gara vinta da Cameron Van Der Burgh con 26»77. Nella semifinale dei 200 farfalla Stefania Pirozzi migliora di nuovo il primato personale abbassandolo a 2'08’’09, dopo che lo aveva già ritoccato in batteria, ma non le basta per entrare in finale. Nella classifica generale è undicesima. Nella finale degli 800 stile libero, che chiudono il programma, Gregorio Paltrineri è sesto con 7'50’’29. Vince il cinese Sun Yang con 7'41’’36. Ma l’Italia sta già festeggiando Federica Pellegrini.
Pellegrini regale: argento ai Mondiali
A Barcellona la campionessa veneta chiude al 2° posto la finale dei 200 metri stile libero, battuta solo dalla giovane americana Franklin: «Sono incredula, mi viene da piangere»
