Parlava senza sapere di essere campionessa del mondo. Tradita dal primo sguardo al tabellone elettronico posto sul traguardo raggiunto dopo oltre 5 ore di sbracciate. L'unico desiderio era uscire dall'acqua. Seconda o terza non c'era tanta differenza. Aveva già vinto la sua battaglia dopo i risultati nelle 5 e 10 chilometri al di sotto delle aspettative. Era sul podio. Il primo del fondo italiano, la fabbrica di medaglia, al Port Vell di Barcellona. Ma mentre raggiungeva la zona mista c'era gente che esultava. La squadra italiana, i compagni di squadra, i pochi tifosi sulle tribune. Martina Grimaldi vince al fotofinish ma non lo sa. Comincia a parlare di una «medaglia di testa e cuore. Polmoni e sacrificio». Ma ancora non sa quanto vale finchè non le viene comunicato dai giornalisti che non è argento, nè bronzo. È oro. Si guarda stupita intorno. Dice di aver letto il tabellone ma di non sapere del fotofinish e finalmente si apre in un sorriso che raccoglie tutti i sacrifici degli ultimi dieci mesi e ritempra dai deludenti risultati dei giorni scorsi. Grimaldi è la campionessa del mondo della 25 chilometri col tempo di 5h07'19"7 con un decimo di vantaggio sulla tedesca Angela Maurer e sette decimi sulla statunitense Eva Fabian. Pochi metri più in là c'è Alice Franco. Quarta a 3"2. A Shanghai, nel 2011, erano salite entrambe sul podio. Questa volta non c'è spazio. Scioglie la tensione in qualche lacrima, contenta per la prestazione ma frustrata dal piazzamento. «Questa medaglia vale tanto - afferma la 23enne bolognese allenata da Fabio Cuzzani e tesserata per Fiamme Oro e Uisp Bologna - Arriva dopo la 5 e 10 chilometri in cui mi è mancato il finale. Oggi no. Negli ultimi mille metri ho attaccato. Sapevo che dovevo resistere e aggredire. Non mollare. La statunitense Fabian mi stava sulla schiena di continuo, la tedesca Maurer era lì. Non vedevo la brasiliana Cunha. Era ai miei piedi. Ed era pericolosissimo tenerla lì. Dovevo dare tutto e alla fine ce l'ho fatta». Pensando, però di essere arrivata seconda. «Invece ho vinto. Non lo sapevo. L'ho scoperto in zona mista dopo aver già rilasciato delle dichiarazioni. Al tocco ho guardato il maxischermo ed ero segnalata seconda. Poi c'è stato il fotofinish. Che bello». L'avvicinamento alla gara è stato sereno, anche se qualche dubbio sulla partecipazione di Grimaldi c'era. «Dopo la 5 e la 10 chilometri ho provato il mio stato fisico in allenamento. Ero pronta per affrontare le tre gare in una settimana come ai campionati italiani. Ho resettato tutto. Cancellato i piazzamenti dei giorni precedenti. Portato con me solo la mappa mnemonica del percorso». Tattica finalmente vincente. Aspettare gli uomini, partite 15 minuti dopo, e andare in scia. «Seguire la scia è tra le mie caratteristiche. Lo strappo avvenuto a metà gara per seguire il passo degli uomini ha cominciato a selezionare il gruppo. Siamo rimaste in sei per tre posti. Sapevo che potevo giocare le mie chances negli ultimi 1000 metri. Non ho affrettato i tempi e poi ho vinto lo sprint». Venticinque chilometri d'oro, ma anche cinque ore per pensare. «Cantavo Man Down di Rihanna. Pensavo a non ripetere gli errori commessi nei giorni scorsi». Campionessa del mondo ma la stagione ancora non è finita. «Mercoledì parto per il Canada. Ho lcune tappe di coppa del mondo e del grand prix. Poi a ottobre andrò in vacanza ma ancora non so dove. Se ci penso stacco con la testa e la mia stagione non è finita». Grazie a Martina Grimaldi il fondo italiano torna a vincere una gara femminile dopo dieci anni. L'ultima volta ci fu la doppietta di Viola Valli nella 5 e 10 chilometri proprio al Port Vell di Barcellona.
Venticinque chilometri d’oro
Martina Grimaldi vince al fotofinish la gara di fondo: «Questa medaglia vale tanto. Non ho mollato e negli ultimi 1000 metri ho aggredito le avversarie»
