Vendetta fallita. La baby Italia non riesce a punire la Spagna per il 4-0 inflitto alla Nazionale di Prandelli nella finale di Euro 2012 e incassa un pesante 4-2 dalle piccole Furie Rosse al Teddy Stadium di Gerusalemme. Mangia sapeva che sarebbe stata una partita complicata, tanto da ricordare una «Mission Impossible», ma alla vigilia della finalissima un pizzico di ottimismo c’era. Sei minuti dopo il fischio d’inizio, però, era già sparito. Morata scappa sulla corsia sinistra, cattura su di sé le attenzioni di Florenzi e Donati, poi serve un solissimo Thiago Alcantara, che di testa sigla l’1-0. Gli azzurrini non si scoraggiano e, dopo appena 4 minuti, un lancio di Donati dalle retrovie scavalca Martinez e favorisce l’inserimento di Immobile, che con la punta stoppa il pallone baciato da Insigne prima del via ufficiale e col destro disegna un pallonetto imprendibile per De Gea. Serve una super parata di Bardi sul tocco di tacco di Koke, servito in area da Tello, per salvare almeno momentaneamente la porta. La giocata in bello stile del centrocampista che a 21 anni fa il titolare nell’Atletico Madrid spiega come mai c’è già una clausola rescissoria da 12 milioni nel suo contratto. Ma di talenti la Spagna ne è ricca e lo dimostra il fatto che il temuto Isco viene oscurato dalla stellina del Barcellona, Thiago Alcantara, che ha il piede caldo e si scatena: al 31’ Caldirola si fa scavalcare dalla palla, lo spagnolo di sinistro la fa passare sotto le gambe di Bardi e raddoppia. Costa caro l’intervento di Donati su Tello: il terzino prende la palla con il piede destro, poi con il sinistro tocca l’avversario ormai a terra e l’arbitro concede un rigore che realizza Thiago Alcantara, il primo giocatore a fare tripletta in una finale dell'Europeo Under 21 dal 1994 ad oggi, ma il terzo della storia. Le due occasioni sciupate da Florenzi pesano tanto, ma sulla prima, quando il match era in parità, è stato bravo il portiere dello United a respingere di ginocchio il tiro a botta sicura del romanista, lanciato dall’ex giallorosso Borini. La seconda palla-gol che capita sui suoi piedi la spedisce sopra la traversa. Mangia prova il tutto per tutto con gli ingressi di Saponara e Gabbiadini, ma il 4-2-4 fa perdere l’equilibrio all’Italia e la Spagna ne approfitta: Tello sfiora la rete due volte di fila, a realizzare il quarto gol è Isco, sempre su rigore. Il cuore grande degli azzurri è tutto nel gol della bandiera di Borini, a 10 minuti dal termine, quando la scena era stata ormai rubata dalle invasioni di campo di piccoli e grandi tifosi di differenti colori. L’assist di Insigne è l’ultimo splendido gesto del suo Europeo, finito tra le lacrime. Mangia ha provato a consolarlo, mentre la Spagna gli festeggiava davanti. Bis meritato per le Furie Rosse, che alzano la Coppa senza aver mai perso una partita. «Purtroppo abbiamo avuto un solo difetto: l’inesperienza. I miei ragazzi – dice il c.t. azzurro – meritano grandissimi complimenti, perché non so quante squadre avrebbero provato a restare in partita fino all’ultimo secondo». Il coraggio, però, non è bastato.
I più forti sono ancora loro
Spagna campione d’Europa Under 21: battuta in finale una buona Italia Mangia: «Pagata l’inesperienza, ma i miei ci hanno creduto fino all’ultimo»
