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Dieci proposte per ricominciare

Aci Abbassare le spese di gestione e adeguare infrastrutture e limiti

Prima di scendere nel merito e di dare un po' di numeri, viene spontanea una constatazione: nessun candidato alle elezioni, governative o regionali che siano, fino ad ora ha affrontato l'argomento auto. «Una negligenza gravissima, visto che si parla tanto dell'Imu, che porta nelle casse dell'erario 24 miliardi di euro - ha detto Angelo Sticchi Damiani, presidente Aci - ma non si fa cenno sulle tasse per la mobilità, che costringono le famiglie italiane a sborsarne 60. L'auto è troppo vessata e costa, mediamente, 3.500 euro l'anno. E' ovvio che il 52% degli italiani ha dichiarato di non voler sostituire l'auto prima del 2016, con conseguenza gravissime per il comparto e per l'ambiente». Effettivamente, soltanto l'anno in corso, ha visto la chiusura di almeno 350 concessionarie, equivalenti a circa 10.000 posti di lavoro persi e per il 2013 ci si aspetta il peggio. Tutti gli interventi effettuati fino ad oggi, compreso il super bollo sulle auto più potenti, non hanno fatto altro che deprimere il mercato. Calcolando che ci sono circa 200.000 possessori di auto con potenza superiore ai 185 kW, che se ne stanno liberando a passo di carica, vendendole all'estero, l'Italia rischia di perdere un bel patrimonio di: accise per la benzina, trasse sull'assicurazione, bollo e lavoro per le officine. Il Prof. Ennio Cascetta, presidente del comitato scientifico della fondazione Aci Flippo Caracciolo, è intervenuto sottolineando ulteriormente, l'inadeguatezza delle nostre infrastrutture: «I nostri sistemi semaforici sono ottocenteschi e, più che di Smart City, dovremmo parlare di Stupid Mobility». Ecco che le elezioni si avvicinano, 34 milioni di automobilisti si accingono a dare la loro preferenza e l'Aci ha messo a punto, per loro, un pacchetto di 10 proposte, in grado di abbattere di circa 800 euro, il costo auto annuale della loro auto e di garantire maggiore sicurezza sulle strade. Vediamo le proposte in pillole: 1) il Codice della Strada consta di 480 articoli e 19 appendici, una vera giungla normativa confusionaria e troppo tecnica, ne serve una nuova stesura da, massimo, 50 articoli, più comprensibile per il cittadino; 2) un solo anno di pratica, per i neopatentati, non è sufficiente a garantire la possibilità di guidare auto potenti, ci vuole un esame successivo o uno specifico corso di guida; 3) la prassi per il recupero punti, soprattutto per le infrazioni più gravi, deve essere aggiornata, con un corso effettivamente formativo e con esame finale; 4) ricalcolare il bollo in funzione delle emissioni di CO2 ed abolire il superbollo per le auto potenti, che ha creato un'emorragia di mezzi, verso l'estero, penalizzando l'erario di un buon 20%, anziché farlo guadagnare; 5) gli ultimi due anni hanno visto un rincaro carburanti pari al 25%, il costo è ormai insostenibile e necessita una rimodulazione delle accise ed un sistema di sterilizzazione dell'Iva, in grado di compensare gli sbalzi del prezzo; 6) in Italia circolano circa 4 milioni di mezzi non assicurati, il che costa alle assicurazioni 2 miliardi di euro l'anno, che uniti al costo frodi, ha determinato un rincaro polizza del 150% dal 1990, è possibile intervenire con poche manovre, già presentate al Governo Monti; 7) nel 2012, gli italiani hanno pagato multe per circa 2,5 miliardi di euro, almeno il 50% deve essere escluso dal Patto di Stabilità e destinato alle infrastrutture; 8) i ricavi del trasporto pubblico coprono solo il 30% dei costi ed il servizio è obsoleto ed inefficiente, serve un nuovo Testo Unico che intervenga, anche favorendo la concorrenza; 9) il traffico costa al paese circa 5 miliardi di euro l'anno, l'unica soluzione è l'infomobilità, che deve essere promossa, soprattutto a livello locale; 10) Comuni e Regioni, tra salvaguardia del territorio, blocchi del traffico ed interventi strutturali inadeguati, complicano la situazione, invece di sbrogliarla, serve una cabina di regia, capace di coordinare gli interventi evitando di sprecare le risorse.

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