Smaltita la batosta delle tre reti subite su calcio d’angolo in 7 minuti che hanno vanificato una partita altrimenti enciclopedica e dominata per più di un’ora, i tifosi giallorossi possono trovare rifugio nell’amore che José Mourinho ha scelto di restituire dopo averne ricevuto a galloni durante i 90′. “Quando i momenti più belli di una lunga carriera non sono né i gol né le vittorie, ma piuttosto emozioni per le quali possono esprimere umilmente la mia gratitudine”. Il post su Instagram del tecnico del Real Madrid, diverse ore dopo il 3-4 dei Blancos maturato in modo rocambolesco nella bolgia dell’Olimpico, è colmo di apprezzamento per un popolo del quale ha sempre riconosciuto la sua diversità. Una diversità nella capacità di donare casa a chi ne ha custodito i valori e difeso i colori.
Roma - Real Madrid è stata la serata perfetta per lo Special One, meno per Gasp che pregustava già lo scalpo. A cominciare dalla standing ovation seguita alla scansione del suo nome da parte dello speaker durante l’annuncio delle formazioni, passando per i primi cori partiti già al principio dell’incontro e la miriade di striscioni e stendardi esposti dai suoi ex tifosi a mo’ di attestato di eterna stima, fino all’estasi finale ben celata della zampata di Rudiger che è valsa un bel sospiro di sollievo in ottica piede di guerra della stampa spagnola.
“Chi porta gloria a Roma, Roma lo onorerà per sempre. Oggi le tue mani consacrano le spolia opima (le armature che un generale romano strappava come trofeo dal corpo del comandante nemico ucciso in battaglia) e il popolo ti tributa la gloria eterna”, solo una delle svariate dediche dirette dai tifosi romanisti verso il condottiero che ha riattribuito una dimensione europea alla società dei Friedkin con le finali di Tirana e Budapest. Durante la partita Mou si era “limitato” a una mano sul petto e un bacio verso gli spalti. A mente fredda, si congeda così: “Grazie Roma, grazie romanisti. Emozioni e eterna gratitudine a voi”.
