Sport

Più di un derby.

Ilconfronto nel posticipo serale con la Lazio é più difficile di una stracittadina. «Il successo che abbiamo ottenuto domenica scorsa contro il Milan appartiene passato - afferma il tecnico nerazzurro - ora conta soltanto la Lazio. Quella di Reja é una squadra dinamica, fisicamente forte, sarà una partita complicata, non é un derby... - sottolinea con ironia, facendo riferimento all'ultimo successo e ai suoi trascorsi in giallorosso - la Lazio è una signora squadra, ha fatto più punti in trasferta che in casa, e lontano da Roma ha perso solo a Siena, al rientro dalle vacanze». L'allenatore testaccino non vuole fare sconti adesso che ha rianimato un gruppo che sembrava già sul viale del tramonto. Ha costruito i suoi successi lavorando in silenzio, senza proclami, e ora che intravede nuovamente la vetta, non vuol rinunciare a un sogno impossibile, un sogno costruito su un calcio concreto. E bello. Almeno a detta dell'allenatore stesso. «Per me, la partita con il Milan è stata bellissima - ammette senza indugi - sono italiano e sono fiero di esserlo: non vado dietro alle mode. Il nostro calcio è questo: siamo pratici, facciamo giocare male gli avversari. Se chiedete ai tifosi dell'Inter com'è stato il derby, il 90% dirà che è stato bello. Sento dire che il futuro del calcio sarà legato al cambiamento di modulo in partita: io lo facevo già a Cagliari - sottolinea con orgoglio - io sono il futuro...», afferma sorridendo. «Il Milan di Sacchi era bello - ricorda Ranieri - era bella anche l'Inter di Herrera, ora piace il Barcellona ma è bello anche il Real Madrid quando sviluppa il suo gioco. Vedo tantissime partite, e le squadre che giocano bene sono poche. Gradirei rispetto, altrimenti divento come tutti gli altri: colpa dell'arbitro, colpa del campo, colpa del sole. Quando l'avversario gioca meglio, lo dico. Quando vinciamo senza merito, lo dico». Ranieri sa che non può sbagliare, la partita di stasera vale come una finale, ed é per questo che non vuol lasciare nulla al caso. Ancora panchina per l'olandese Sneijder, in avanti Pazzini accanto a Milito. A centrocampo c'é Faraoni, prodotto del vivaio laziale. Recuperano Julio Cesar e Chivu. Sim. Pie.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.