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Anche Edy non crede al ribaltone

Seipartite, sottratte a quella contemporaneità che era stata gestita in modo osceno, all'ora dell'aperitivo serale, le altre quattro riservate al dopo cena, le due facce dell'Europa teoricamente in grado di suscitare residue emozioni, per tenui che siano. Nella prima parte del programma, dodici formazioni del tutto demotivate: quelle che erano già tranquille, altre che si sono messe in salvo con un conclusivo, felice scatto. Lascia singolari strascichi, la corsa alla salvezza, c'è anche chi, tagliato un sofferto traguardo, scende di sella e va in cerca di più gratificanti stimoli, come Ficcadenti e De Canio che avevano fatto benissimo a Cesena e a Lecce. Grandi movimenti sulle panchine italiane, però le più solide restano quelle delle milanesi, grandi protagoniste, forse si fermerà a Napoli Mazzarri dopo la guerra dei nervi con il suo presidente. Riflettori serali, dunque, sui superstiti verdetti, uno solo dei quali di grande spessore, infatti la Champions League deve ancora ufficializzare l'ultimo dei quattro alfieri italiani. L'Udinese deve guadagnarsi un punto di fronte a un Milan già campione d'Italia, quasi inevitabile che il livello delle motivazioni possa avere un peso decisivo su una sfida alla quale i neocampioni hanno poco o nulla da chiedere. Faranno il loro dovere, i milanisti, ma nessuno potrà pretendere che si dannino l'anima, anche perché molti dei suoi campioni sono attesi dalla prestigiosa avventura della Coppa America. Forse, vista la propensione ai sospetti imperante in Italia, sarebbe stato meglio non lasciar trapelare l'interesse del Milan per Asamoah. La Lazio andrà a cercarsi a Lecce i tre punti che le consentirebbero di sperare, in attesa del fischio finale del Friuli. Si gioverà degli stessi limiti agonistici che affliggeranno i già salvi pugliesi, ma insomma a un ribaltone credono in pochi, compreso il saggio Reja. Mesto congedo stagionale della Roma all'Olimpico, neanche la soddisfazione di sancire la caduta della Samp, fatalmente corsara nello scorso campionato. Serve un punto, pensate, per assicurarsi il prestigioso traguardo dell'Europa League, anche in caso di suicidio arriverebbe la resa della Juve, che sull'interesse per l'Europa dei poveri ha già espresso il suo parere. Sarà anche il passo d'addio per Vincenzino Montella, indispensabile evitare figure barbine sotto lo sguardo di James Pallotta, il più solido esponente del capitalismo americano in arrivo. Merita un grazie, il tecnico chiamato a sorpresa per sostituire Ranieri, per avere comunque dimostrato come la Roma attuale non abbia alternative al modulo tattico caro a Luciano Spalletti. Ultimi applausi, o magari fischi, per tanti giocatori annunciati in partenza. Chi avrà sicuramente l'unanimità dei consensi sarà Francesco Totti, lanciato verso l'ennesimo record tra i cannonieri all-time.

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