È andata come doveva andare la notte del San Paolo. Bastava un pari al Napoli per accedere alla Champions League dalla porta principale, era sufficiente un punto all'Inter per essere matematicamente seconda dopo una stagione partita male, causa amore mai sbocciato con Rafa Benitez, e corretta in corsa da Leonardo. Così è stato, già dalla fine del primo tempo: gol di Eto'o e replica di Zuniga da oggi uomo Champions. I padroni di casa contano su grinta e determinazione, non nelle gambe, quelle non girano da un po', ma nella testa. Gli ospiti però mostrano una qualità talmente superiore, quasi imbarazzante, che nei rari contropiedi trema tutto il San Paolo. Un predomino lampante che ha la sua lacuna principale nella coppia di centrali difensivi: Ranocchia e Materazzi (Leonardo premia con una maglia da titolare l'uomo-spogliatoio) troppo lenti per i «folletti» azzurri. Nel Napoli l'assenza di Cavani (squalificato) si fa sentire tantissimo perché Nagatomo impegnato in un corpo a corpo con Maggio libera Hamsik che sulla destra arriva spesso nell'area piccola ma non sa per chi crossare. Zuniga al suo fianco a sostengo dell'unica punta Lavezzi è il più brillante dei partenopei: suo il prezioso pareggio, nella ripresa cicca il 2-1 ed esce prima perché l'allenatore lo premia con la standing ovation. Nell'Inter si ricompone la coppia Eto'o-Milito con Kharja in cabina di regia. E il camerunense (nel secondo tempo rilevato da Pazzini) sembra tornato il giocatore dei tempi d'oro: ogni pallone che tocca diventa un gol. È lui che rompe l'equilibrio e il ritmo blando con la rete del momentaneo vantaggio: un fulmineo destro di collo pieno (15'). I nerazzurri comandano il gioco, rallentano, accelerano e fanno anche «melina», gli azzurri, spinti dai 60.000 del San Paolo, reagiscono con Lavezzi. Il Pocho per poco non sorprende Julio Cesar, poi sugli sviluppi di un corner ci prova Campagnaro. In chiusura di prima parte l'Inter sfiora per due volte il raddoppio, prima con Milito, poi con uno splendido destro a rientrare di Maicon che si stampa sul palo. Il rocambolesco 1-1, frutto anche di una disattenzione difensiva, è un tocco di Zuniga su suggerimento di Hamsik (46'). Seconda rete per il colombiano maturato enormemente sotto la gestione Mazzarri, l'allenatore che ha riportato il Napoli nella grande Europa dopo 21 anni e che proprio per questo ritiene concluso il suo mandato. A lui sono dedicati due striscioni: «Tutto cominciò con Juve-Napoli, tutto finisce con la Juve? Continuiamo» e «L'Europa con chi firma va festeggiata». Il popolo azzurro è grato della cavalcata e vuole solo festeggiare. La ripresa al piccolo trotto è una fin troppo lunga attesa del fischio finale. Da sottolineare il rientro in campo di Samuel, al posto di Ranocchia, dopo il grave infortunio. L'abbraccio iniziale tra Mazzarri e Leonardo e gli applausi a scena aperta tra le tifoserie a ogni sostituzione fanno capire che è festa per due. Festa da brividi: fumogeni colorati in curva, o'surdato 'nnamurato, magliette celebrative «finalmente in Champions» e Mazzari portato in trionfo.
Napoli-Inter, punto Champions
