Con tutta la pressione del mondo addosso, la Roma stasera non ha alternative: battere la Sampdoria. Che, a sua volta, non può sbagliare dopo il successo del Palermo sul Milan. I risultati di ieri danno ancora più valore al posticipo che si giocherà in un Olimpico pienissimo. In palio una bella fetta di scudetto e di Champions. L'illusione di uno scivolone dell'Inter è durata mezzora e la vittoria sull'Atalanta sancisce il nuovo sorpasso in vetta. Per tornare davanti di un punto a tre turni dal traguardo i giallorossi devono superare un altro ostacolo insidioso in questo finale di campionato vietato ai cuori deboli. Ranieri ha dovuto lavorare ancora sull'aspetto psicologico della squadra, uscita da Trigoria in testa alla classifica e tornata dentro per il ritiro con l'Inter balzata avanti di due punti. Il tasto su cui batte è sempre lo stesso: pensiamo soltanto a noi. «Voglio una Roma concentrata sulla Sampdoria in modo maniacale. Andiamo avanti passo dopo passo», il messaggio del tecnico ai suoi. Vietato fare calcoli, sperare in favori altrui: i giallorossi hanno il proprio destino in mano. «Noi e la Samp - prosegue Ranieri - siamo le due sorprese del campionato. Pazzini e Cassano sembrano i vecchi Mancini e Vialli. È una gara difficile perché loro devono entrare in Champions. Non bisogna smarrire la concentrazione, la partita va affrontata con grande umiltà». Può e deve essere la serata di Francesco Totti, da troppo tempo mancato protagonista in campo. Ranieri l'ha risparmiato appositamente a Udine. «Non può essere al 100, dopo i vari incidenti che ha avuto in stagione. Ma adesso sta riprendendo la forma». Dopo il derby di lui si è parlato tanto (e a sproposito) per l'esultanza a fine partita. A Roma e a Milano. L'allenatore giallorosso imita la Sensi e difende il suo capitano. «Mourinho si lamenta perché ha pagato di più dopo il gesto delle manette? È giusto che ci siano stati due pesi e due misure perché quello del portoghese è stato un gesto rivolto alle istituzioni, a tutto il mondo, mentre Totti lo ha indirizzato ai suoi tifosi che avevano srotolato uno striscione su cui era disegnato un imperatore romano con i pollici verso il basso». No comment, invece, su Balotelli perché «ho già i miei problemi e non mi impiccio di questioni altrui. Ma quando siamo presi di petto su cose che non esistono è giusto farci sentire». Mourinho è sistemato, stasera bisogna fare lo stesso con il temuto ex Cassano. Ranieri lo riempie di elogi e gli contrappone Menez. «Cassano è un ragazzo stupendo, un bravissimo calciatore. Uno che, come Totti, Del Piero e anche Menez adesso, vale il prezzo del biglietto». Per il francese è un'investitura. «Non mi prendo mai i meriti - aggiunge il tecnico - quelli sono di Jeremy e dei ragazzi nello spogliatoio. Quando lo rimproveravo erano tutti lì a consolarlo, gli sono stati sempre vicini». Stasera toccherà a lui e Vucinic supportare Totti in attacco. Il tecnico si coccola anche il montenegrino, «un campione, si è ambientato e si diverte. Lui e Menez hanno trovato un feeling con me e riescono a dare qualcosa in più. Vucinic è stato il giocatore più pagato dalla Roma, ha un talento mostruoso e sta facendo vedere quanto vale». Gli chiedono se sarebbe disposto a lasciare un trofeo all'Inter per vincerne uno, senza sapere quale, Ranieri ci scherza su: «Ti vedi troppi "pacchi tuoi"!». Voleva dire «Affari tuoi». Le scommesse a scatola chiusa non interessano alla Roma.
Roma, c'è la Samp Totti guida i giallorossi
