Sport

E sono centodieci

Unastoria infinita cominciata sulle rive del Tevere, a piazza della Libertà, in una mattinata dei primi giorni del 1900. Nove pionieri, guidati dal bersagliere Luigi Bigiarelli decisero di fondare una società sportiva per riunire tutti coloro che ancora non facevano parte di nessuna delle già esistenti. Si scelse il nome Lazio, l'aquila con le ali spiegate come simbolo fiero e possente dell'impero romano, i colori bianco e celeste in onore della Grecia Olimpica. Altro passaggio decisivo della lunga storia della Lazio è quello del 1927 quando Alba, Fortitudo e Roman dovevano fondersi per dar luogo alla AS Roma. Per fortuna, intervenne lui il mito per tutti i laziali: Giorgio Vaccaro. Il gerarca fascista si oppose alla fusione e la Lazio si salvò, rimase da sola in città. Poi tante vittorie, tante sezioni che sono nate, qualcuna è morta e risorta nel corso di queste 110 anni ma è innegabile che sport nella Capitale è stato molto spesso associato al nome della gloriosa polisportiva biancoceleste. La società diventò anche «ente morale» e ha impreziosito la vita della città per 110 anni. Nonostante la famiglia biancoceleste conti 40 sezioni e 6 attività associate i riflettori sono costantemente puntati sul pallone che finisce per catalizzare le attenzioni di tutti. Ma dietro c'è un mondo: la «lazialità». I festeggiamenti sono cominciati ieri sera in vari ristoranti della città poi verso la mezzanotte alcune centinaia di persone si sono ritrovate a piazza della Liberta in Prati per brindare al raggiungimento dello storico traguardo. Stamattina partono gli appuntamenti ufficiali: si comincerà alle ore 10.30, presso il Salone d'Onore del Coni, dove per celebrare la ricorrenza si ritroveranno presidenti, dirigenti, atleti di oggi e di ieri, tra i quali spiccano i nomi di campioni Olimpici, del Mondo, d'Europa e di capitani e rappresentanti delle formazioni Campioni d'Italia di tutte le discipline facenti capo alla grande famiglia biancoceleste. Il presidente Coni Petrucci farà gli onori di casa così come non dovrebbe mancare il sindaco Alemanno. Nel pomeriggio, alle 15.30, presidenti e dirigenti laziali si recheranno poi presso la sede della Lazio Bridge, in Viale Liegi, dove sarà «scoperta» la restaurata lapide di Remo Zenobi. In serata la famiglia laziale si ritroverà al Circolo Canottieri Lazio per una cena conviviale ma tantissimi tifosi biancocelesti andranno al Gran Teatro a Tor di Quinto (appuntamento alle 21). Ci saranno attori, vip, ex giocatori, dirigenti storici per una notte di vera lazialità.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.