La Serie A sarà anche in crisi, ma gli allenatori italiani restano i migliori al mondo. Accettando il corteggiamento russo, Luciano Spalletti è andato ad arricchire la truppa dei nostri tecnici impegnati all'estero. Capello, Trapattoni, Ancelotti, Zola, Reja, Mandorlini: il Made in Italy attira ancora, soprattutto in Gran Bretagna. Giusto due anni fa Fabio Capello è stato contattato dalla Federazione inglese per risollevare le sorti di una nazionale alle prese con l'ennesimo fallimento. Lampard e compagni erano stati eliminati dalla fase finale dell'Europeo 2008 per mano della piccola Croazia, avversario che la sorte ha subito rimesso sulla strada del Mondiale 2010. «Quale miglior occasione - avrà pensato il tecnico friulano - per farsi conoscere e amare?». Detto, fatto: qualificazione ottenuta con largo anticipo, doppia umiliazione inflitta ai croati (4-1 in trasferta, 5-1 in casa) e popolo inglese conquistato. Capello, del resto, era stato scelto proprio per il suo ricco e invidiabile palmares: Milan, Roma, Juventus e Real Madrid, il tecnico friulano ha vinto ovunque ha lavorato. Un curriculum simile a quello di Giovanni Trapattoni, vero e proprio giramondo: prima di arrivare alla guida della nazionale irlandese, il «vecchio» Trap ha allenato in Germania, Portogallo e Austria, vincendo dappertutto. E anche stavolta, magari con l'aiuto dell'acqua santa, l'impresa era dietro l'angolo: se non fosse stato per la mano malandrina di Titi Henry, la sua Irlanda starebbe ancora festeggiando un'insperata qualificazione mondiale. Carletto Ancelotti, invece, non teme colpi di mano. Il Chelsea sta dimostrando la sua forza a suon di vittorie. Primo in Premier League, primo nel girone di Champions, sono lontani i tempi in cui il tecnico emiliano veniva esonerato dalla Juventus per i «troppi» secondi posti in campionato. I sette anni trascorsi a Milanello hanno arricchito il palmares di Carletto e accresciuto la sua reputazione internazionale: se Abramovich avesse deciso di puntare su un altro allenatore, il tecnico emiliano sarebbe probabilmente finito sulla panchina del Real Madrid. Non proprio un ripiego. In Premier allena anche Gianfranco Zola. Lo scorso anno «Magic box» è tornato a Londra - dove aveva incantato i tifosi del Chelsea tanto da meritare il titolo di «sir» ed essere nominato membro onorario dell'Ordine dell'impero britannico - per sedersi sulla panchina del West Ham. Tra qualche alto e molti bassi, l'ex fantasista di Oliena è sempre molto amato dal popolo inglese. All'estero sono finiti pure Edy Reja - emigrato a Spalato per guidare l'Hajduk dopo i quattro anni trascorsi a Napoli e la fantastica risalita in Serie A - e Andrea Mandorlini, successore di Maurizio Trombetta in quel di Cluj, antica capitale della Transilvania nonché simpatica squadra romena. Chi sarà il prossimo? Magari Roberto Mancini, liberato a suon di milioni da Moratti: sembrava dovesse sbarcare a Madrid, sponda Real, viste le difficoltà dei nuovi Galacticos di Pellegrini. Così non è stato, almeno per ora.
Il Made in Italy che funziona
