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La Juventus è l'anti-Inter

TORINO - La prima volta di Blanc da presidente vede la Juve asfaltare la Sampdoria 4-1 e piazzarsi al secondo posto in classifica dietro l'Inter, attesa stasera contro il Palermo. La miglior Juve della stagione, punto e basta: sempre alta, sempre attenta e puntuale nel portare il pressing, sempre corta tra i reparti e con il 4-2-3-1 mandato a memoria. In soffitta, questa volta, ci è finita la brutta copia dei bianconeri, quella vista troppe volte nell'ultimo mese. È una Juve da Gran Premio di Formula Uno, quella che comincia la partita. Velocissima, aggressiva sempre, motivata come mai n questa stagione. Addirittura, segnali di vita arrivano anche da Grygera e Grosso, due che ultimamente parevano avere bevuto litri di camomilla prima di scendere in campo. Di contro, la Samp inizia con discreto piglio ma si spegne in fretta. Troppo in fretta. Alla Juve non pare vero. La fisicità di Cannavaro e Chiellini non lascia giocare mai Cassano e Pazzini, raddoppiati e scippati del pallone anche dai raddoppi e dalle entrate al limite del fallo di Melo e Sissoko, veri schermi davanti alla difesa e cattivi nel senso buono del termine. Si gioca a una metà campo sola, in pratica: Castellazzi compie un primo miracolo su colpo di testa di Chiellini dopo avere già avuto un paio di brividi, poi arriva il gol su azione d'angolo. La palla resta lì, Amauri la caccia dentro (terzo gol di fila) con rabbia festeggiando poi con Melo in una sorta di high-five con il petto. La reazione della Samp non c'è, la Signora prende ancor più fiducia e spinge sull'acceleratore a più non posso. Cassano si innervosisce, Pazzini scompare, Del Neri prova a chiedere energia a Bellucci richiamando in panca Zauri. Non cambia nulla, anzi: Amauri sfonda a sinistra, Chiellini si fa trovare lì in mezzo come un vero centravanti e si va al riposo con i bianconeri avanti addirittura di due reti. Amauri sfiora anche la doppietta personale appena iniziata la ripresa, ma è solo questione di tempo per vedere di nuovo la Juve festeggiare al termine di un'azione da manuale che vede Giovinco pennellare per il tocco facile di Camoranesi. Titoli di coda, insomma, nonostante i quaranta minuti ancora da giocare. E numeri assortiti di Diego, un tiro da fuori di Grosso che sfiora l'incrocio dei pali, due gol splendidi di Amauri e Pazzini, la firma finale diTrezeguet. Trionfo su tutta la linea, anche se non arrivano gli attesi gol di Diego (ancora a secco a Torino) e Giovinco. Magari qualcuno troverà modo di storcere il naso.

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