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Fognini e Bolelli ritornano sulla terra

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Abituatia registrare sconfitte, anche imbarazzanti, al primo o al secondo turno, finalmente ci siamo trovati due italiani al terzo turno di un torneo importante come questo di Montecarlo, che ha per tre volte nel suo albo d'oro il nome di Nicola Pietrangeli. Tempi lontani, naturalmente, ma da qualche parte bisogna comunque ricominciare. Purtroppo la nostra soddisfazione è stata di breve durata perché il terzo turno è stato fatale sia per Fabio Fognini che per Simone Bolelli. Ora la sconfitta di Fognini di fronte ad Andy Murray (che in serata ha battuto anche Davydenko e ora sfiderà Nadal), numero quattro nella classifica mondiale, ci sta tutta, anzi il punteggio (7-6, 6-4 per lo scozzese) poteva essere accettato come un risultato positivo, tuttavia non si possono dimenticare le circostanze attraverso le quali il nostro giocatore ha sciupato l'opportunità di vincere, se non la partita, almeno un set. Il giorno prima Fognini era stato in vantaggio per 5 a 0 nel primo set, prima di farsi raggiungere e di mancare tre set-point nel tie-break poi perduto per 13 a 11. Ieri, alla ripresa Fognini ha avuto due palle per il 4 a 1 ma anche qui non ha saputo o potuto sfruttare l'occasione. Rimangono, da parte mia, alcune riserve su certi atteggiamenti del ragazzo che andrebbero eliminati ma almeno abbiamo un giocatore capace di vincere le partite che sono alla sua portata e forse anche qualcuna di più. Fa più male la sconfitta di Simone Bolelli di fronte ad Ivan Ljubicic che sulla terra battuta doveva essere un avversario accessibile. Purtroppo in questa partita si è avuta la conferma delle difficoltà che il bolognese incontra nei momenti decisivi degli incontri. Perduto di misura il primo set, Bolelli è riuscito finalmente a prendere un break di vantaggio nel secondo ma lo ha immediatamente restituito. Ha avuto ancora tre palle break sul 4 pari le ha sciupate ma nel tie break ha subito una lezione di praticità e di esperienza dal croato che non gli ha lasciato scampo con un secco 7 a 2. L'ecuadoreno Lapentti ha giocato il match della sua vita contro Nadal, è stato in campo per un'ora e mezza ma alla fine ha raccolto la miseria di tre games. Succedeva una volta anche contro Borg. Un Djokovic ancora molto discontinuo ma comunque in progresso rispetto a recenti prestazioni ha tenuto a distanza lo spagnolo Verdasco, uno dei giocatori che ha compiuto i maggiori progressi negli ultimi tempi. In semifinale Djokovic incontrerà lo svizzero Wawrinka in un incontro che sarà la rivincita della finale giocata l'anno scorso agli Internazionali d'Italia. Quella finale Wawrinka la raggiunse con una serie di circostanze fortunata, questa opportunità se l'è creata battendo Federer.

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