Con muscoli e ossa frantumati, nervi tirati ai limiti della rottura, stanchezza da smaltire, la legione del campionato italiano si avvicina alla ripresa senza produrre immagini incoraggianti. Quasi stucchevole sottolineare come anche l'ultima tornata delle qualificazioni mondiali sia stata segnata dall'ennesima lapide, stavolta il nome è quello di Adrian Mutu, dedica pochissimo gradita dall'interessato e soprattutto dalla sua Fiorentina: «E io pago!», diceva il mitico Principe De Curtis. Per la Roma, la sola buona notizia, in questi giorni vissuti nell'ansia e nell'incertezza, è che Daniele De Rossi salterà per squalifica il match di settembre con la Georgia, che l'esito della trasferta dell'Eire in Bulgaria, al sole di giugno, potrebbe rendere del tutto accademico. E così andiamo incontro allo «spezzatino» della Domenica delle Palme, il profumo è più quello del rosmarino, pranzo festivo per seguire dal desco familiare Atalanta-Fiorentina, l'aperitivo serale in compagnia dell'Inter, il Milan a Lecce compagno di cena, tè e pasticcini per l'intenso pomeriggio: che vedrà la Lazio a Siena e la Roma all'Olimpico in attesa dell'inguaiato Bologna del vecchio nemico Mihajlovic, che pure al suo arrivo in Italia aveva vestito il giallorosso. Non sono appuntamenti da sottovalutare, quelli delle due rappresentanti romane, ma sulle opposte sponde del Tevere nessuno sembra curarsene più di tanto, il count-down è riservato agli otto giorni che le dividono dalla sfida più sentita, il derby in cui saranno i laziali a fare gli onori di casa. Atteggiamento condivisibile per quanto riguarda la Lazio, in fondo il suo contraddittorio campionato l'ha sbarcata in una posizione di classifica che non prefigura all'orizzonte scenari particolarmente ambiziosi, senza per altro destare motivi di allarme per l'immediato futuro. Dunque per il viaggio a Siena, dove troverà agguerriti ex-romanisti, da Curci, a Galloppa, a Kharja, perfino a Barusso per buon peso (in tutti i sensi), si prospetta un turno di cautelare riposo per Pandev, tornato un po' abbacchiato dalla trasferta della sua Macedonia in Olanda, e per di più diffidato. Si dedicherà qualche attenzione al «pericolo giallo», facile che almeno uno tra Ledesma e Brocchi venga risparmiato, anche perché tornano disponibili Dabo e Matuzalem. Più inquietanti prospettive per la Roma, l'infermeria di Trigoria ha esaurito i posti-letto, ci si arrangia con i ricoveri in corsia. La speranza che la sosta internazionale garantisse margini utili a proporre a Spalletti invidiabili problemi di scelte, si è arenata, al solito, contro una realtà crudele. Ricorrenti stop ad avvilire prospettive di recupero, tanto che, in riferimento al rischio di possibili squalifiche, sembra ipotizzabile che potrebbero arrivare per un giallo rimediato durante le sedute di fisioterapia a Trigoria. Sono in diffida, infatti, Aquilani, Vucinic e Taddei, non utilizzabili, gli altri due sono Riise e Menez. Quest'ultimo ha dato qualche segno di vita, nell'allenamento di ieri, ma nelle ultime uscite è apparso veramente lontano da una condizione apprezzabile. Del resto la Roma, nella sua marcia di avvicinamento al derby di sabato 11 (scongiurata la bestemmia di uno spostamento alla sera di Pasquetta), è alle prese con pesanti interrogativi per quanto riguarda l'attacco. Totti qualche progresso lo ha denotato, però ogni volta il suo ginocchio qualche allarme continua a proporlo. Contro il Bologna potrebbe sostituirlo, proprio per l'attenzione rivolta all'impegno successivo, quel Julio Baptista che però la Nazionale brasiliana ha appena restituito, dopo i doverosi ringraziamenti per averla salvata nella partita di Quito, che gli ecuadoriani avevano dominato. Li sa fare, la Bestia, i gol difficili, per quelli facili lo ha già complimentato Wenger.
Lazio-Roma, è già febbre da derby
