Posticipo

Lazio, esodo biancoceleste contro la Juventus. Tifosi vicini alla squadra, ma lontani da Lotito

Stasera i biancocelesti in casa della Juve A Torino in duemila per l'alta classifica

La storia non cambia. A un passo dalla vetta, ma la protesta va avanti: anche a Torino il settore ospiti sarà tutto esaurito, perché i tifosi della Lazio non lasciano mai sola la squadra in trasferta. Il paradosso resta certificato partita dopo partita: Olimpico deserto, sempre presenti altrove. E l’Allianz Stadium stasera non farà eccezione, con duemila laziali pronti a trascinare la squadra di Gattuso.

A poco più di 24 ore dalla sfida, il tecnico ha scelto di insistere su un concetto: niente paura. «Giochiamo contro una grandissima squadra, che ha raccolto poco di quanto seminato. Mi interessa il coraggio e la partita di mentalità, senza paura. Sono più forti di noi sulla carta, ma voglio vedere una squadra che se la gioca colpo su colpo. Se andiamo lì e cominciamo ad avere il braccino o timore, non ci porta a nulla tutto questo». Parole dirette, quasi un monito, da chi quella maglia bianconera l’ha vissuta anche da avversario in più occasioni: «Ho perso 4 finali contro la Juve, ne ho vinta una. Il passato rimane nella storia, non si torna indietro. Possono giocare in diversi modi, hanno cambiato tanto, hanno fatto 3-4 gol su cross, riempiono l’area e sono pericolosissimi sui calci piazzati».

Sul tipo di gioco da proporre, Gattuso non ha dubbi: «Si può e si deve fare la solita Lazio iper offensiva, poi è normale che ci sono momenti in cui bisogna ragionare in modo diverso. Quando si va, si va con coraggio». Il tecnico ha anche spiegato il lavoro fatto in settimana: «Abbiamo alzato il minutaggio sul campo, si può lavorare su questo e sull’aumentare i giri. A volte ci addormentiamo, non andiamo sulle preventive: con il Monza eravamo 5 contro 2 e spesso i loro 2 prendevano palla e facevano salire la squadra».

Spazio anche a un passaggio personale: «Se io avessi ascoltato tutte le persone che mi hanno giudicato per 17 anni, avrei fatto un quarto di carriera. Non posso piacere a tutti, l’importante è essere onesti. Con me non sono stati onesti, questo è un dato di fatto. Lavoro per passione, perché non mi piace stare a casa. Il calcio mi fa venire il formicolio nello stomaco».

Sulla formazione, Gattuso ha confermato solo la presenza di Pellegrini: «È in lista, partirà con noi, a tutti gli effetti è a disposizione. Sulle altre cose non rispondo: metteremo in campo la squadra migliore». Il tecnico ha indicato anche l’aspetto su cui la squadra deve crescere: «Dobbiamo migliorare nel non avere i black out di 15-20 minuti. Il portiere a volte ci ha messo una pezza: se vogliamo stupire dobbiamo migliorare in questo».

Sullo sfondo, numeri che raccontano un precedente mai visto: mai la Juventus aveva affrontato la Lazio nel girone d’andata con cinque punti di distacco a proprio sfavore, e una vittoria stasera renderebbe Gattuso il primo allenatore nella storia della Serie A capace di vincere sei delle prime sette gare alla guida dei biancocelesti. Come riuscirci? Niente paura.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.