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Una nuova era per la Ferrari

Sebbenequesta sia già la terza stagione in cui a capo della Scuderia si trova il giovane imolese Stefano Domenicali, un supermanager cresciuto in casa, in realtà il processo di «de-Todtittazione», iniziato a fine 2006 con l'addio di Ross Brawn e di Michael Schumacher, si è concluso soltanto da pochi giorni. Per quanto formalmente uscito dalla Gestione Sportiva, Todt era infatti rimasto amministratore delegato della Ferrari fino alla primavera del 2008, quando si dimise nel corso di una burrascosa riunione del cda, e fino a qualche tempo fa aveva conservato non soltanto prestigiosi incarichi di vertice ma anche la fedeltà di alcuni uomini rimasti in posizioni-chiave. Ora questo laborioso distacco è completato e Stefano Domenicali inizia finalmente a camminare soltanto con le proprie gambe. Lo staff che ha progettato la F60 e l'organizzazione aziendale che l'ha prodotta e messa in pista è stato ripulito da ogni incrostazione ed è frutto esclusivo della volontà di questo quarantenne intelligente e sensibile, onesto e misurato, sempre sorridente ma mai arrendevole. Anno zero, dunque, e da tutti i punti di vista, considerando che la rivoluzione interna della Ferrari è coincisa con quella regolamentare e che, dunque, anche dal punto di vista tecnico la F60 avrà ben poco a che vedere con le macchine che l'hanno preceduta, tutte più o meno figlie (o almeno nipoti) dell'era-Todt. I risultati dei test invernali sembrano averci detto che la nuova Scuderia di Domenicali ha una dote che era sconosciuta a quella di Todt: saper reagire ai problemi in tempi rapidi e senza bisogno di faraonici programmi di sviluppo. Partita davvero zoppa (appena 10 km percorsi nel suo primo giorno di test), la F60 non solo ha recuperato il ritardo iniziale accumulato nella progettazione del sistema di recupero energia Kers (il cui impiego Montezemolo aveva invano contato di poter fare abolire contando sull'appoggio di Todt in sede FIA) ma sembra essersi data un'organizzazione interna capace di sopperire alla limitazione dei test senza soffrirne in termini di mancanza di affidabilità. La macchina è migliorata di uscita in uscita e domenica si presenterà al primo Gran Premio stagionale con le carte in regola per vincerlo, perché non sarà la più veloce e magari neppure la più affidabile, ma è sicuramente quella che ha trovato il miglior equilibrio fra queste due basilari componenti della prestazione e, soprattutto, è anche quest'anno quella che fa lavorare meglio le gomme. Poi ci sono i piloti, certo. Ma anche qui potrebbe vedersi la mano diversa di Domenicali. È un fatto che l'anno scorso Massa ha cominciato a migliorarsi davvero soltanto dopo le dimissioni di Todt (padre del suo manager) dall'incarico di ad. Ed è un fatto che, almeno stando ai bene informati, Raikkonen adesso passa più tempo in palestra che al bar. Poiché l'unico vero fenomeno del volante in attività, Sebastian Vettel, corre per una squadra ambiziosa ma non di vertice, l'altalenante Red Bull, ecco dunque che la coppia ferrarista, se non verrà lasciata troppo libera di scannarsi in famiglia, potrebbe davvero trasformarsi da perdente in vincente.

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