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ROMA

Un piede in Champions

E la Roma ha fatto centro: 1-0 al termine di una partita a tratti inguardabile che ha dimostrato come le tante assenze possano cambiare la fisionomia di una squadra lodata più volte per il bel calcio espresso. E invece della Roma bella e stellare ieri pomeriggio se ne vista ben poca. Con le tossine del ko di Bergamo ancora da smaltire, gli uomini di Spalletti ci hanno messo un tempo ad ingranare una marcia: comunque bassa. Partita giocata sempre sottotono da entrambe le squadre con il Siena ben piazzato sulle sue priorità: limitare i danni. E la squadra di Giampaolo c'era anche riuscita se Taddei (primo gol stagionale in campionato e quattordicesimo realizzatore giallorosso) non avesse tirato fuori dal cilindro quel destro d'interno a girare che ha dato il verso giusto alla gara dei giallorossi. L'episodio chiave al diciottesimo della ripresa, prima del quale s'era visto poco davvero. Qualche guizzo di Baptista (quello con più voglia nel reparto offensivo giallorosso) con altrettante repliche dell'ex Curci e col Siena che nella prima frazione di gioco non ha mai tirato in porta. Tanti, forse troppi gli assenti nelle fila della Roma che a De Rossi e Perrotta squalificati, agli infortunati Vucinic, Cassetti, Tonetto e Menez, ha dovuto rinunciare anche a Juan e Cicinho in corso d'opera. E non è finita, perché l'Olimpico si è raggelato quando Mexes è rimasto in terra con una spalla dolorante dopo un'intervento difensivo (nulla di grave alla fine) e qualche minuto dopo quando Riise è rimasto carponi per una botta al costato. «È la maledizione di Panucci» hanno detto i più fetenti... ma anche i più «generosi» iniziano a pensarci: sarà un caso, ovviamente. Non è un caso invece se la gara contro il Siena ha visto addirittura due esordi assoluti con la maglia giallorossa: Diamoutene (dentro nella ripresa per Juan) e il giovane Filipe che ha preso il posto di Cicinho. Evidente come la testa dei romanisti fosse già Oltremanica, in quell'Emirates che poche ore prima aveva visto l'Arsenal pareggiare con il Sunderland. Per andare a conquistare uno degli stadi più belli e suggestivi del mondo, servirà ovviamente un'altra Roma (e anche un altro Totti: quello di ieri ha passeggiato per tutta la partita), una squadra in grado di dar ritmo alla gara e di tornare ad esprimere il suo calcio. Intanto, mentre si leccano le ferite e cercano di recuperare qualche titolare, Spalletti & Co. si godono una notte da quarti in classifica (da soli), aspettando ovviamente il resto della giornata di serie A che si giocherà questo pomeriggio... Poi, tutti a Londra.

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