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Il tecnico bianconero sceglie il profilo basso: nulla a che vedere con le punzecchiature dell'estate. Sarà che all'epoca ognuno sentiva il bisogno di mostrarsi sicuro di sé: fatto sta che adesso si pensa al calcio giocato, ai tre punti da conquistare. Però si gira sempre intorno al duello tra condottieri: «Lui dice che preferisce incontrarci adesso che arriviamo da sette vittorie in fila? Forse ha ragione - è il parere di Ranieri - ma io voglio parlare sul campo. Non credo nemmeno sia vero che rischiano di più loro: sta sempre peggio chi insegue rispetto a chi sta davanti. Mal che vada l'Inter si farà raggiungere, noi invece potremmo precipitare a meno sei». La possibilità di battere il Grande Nemico nel primo incontro ufficiale che li vedrà protagonisti, però, lo stuzzica. Qualche mezza puntura arriva lo stesso, pur con una bella spolverata di zucchero: «Con il passare del tempo l'intesa tra Mourinho e i suoi giocatori migliorerà. Alcune geometrie che con Mancini erano automatiche stanno arrivando solo adesso. Credo anche che soprattutto il modo di stare in campo di Ibrahimovic sia cambiato: prima era quasi statico là davanti, adesso si muove di più. E in difesa sono sempre in dieci dietro la linea della palla, cosa che inizialmente non succedeva». Mourinho italianizzato, quindi? «È portoghese, d'accordo: ma ha molto del calcio italiano e lo dico per fargli un complimento». Nessuna dichiarazione a effetto, «perché in giorni come questi l'allenatore deve mantenere il giusto equilibrio, non creare tensioni. Pagherei di tasca mia per battere l'Inter: ma, come me, lo farebbero tutti i miei giocatori e anche quelli di Mourinho. È una partita che vale tanto, non tutto. L'Inter resta comunque la favorita per lo scudetto: è la squadra da battere, ma noi stiamo facendo passi da gigante». Ranieri è fatto così: un passo avanti e una quasi immediata retromarcia. Come quando dice di volere «migliorare il terzo posto della passata stagione, ma di scudetto non ho mai parlato». Inarrivabile, per certi versi. «Se gli interisti si dimostreranno più forti di noi, stringerò loro la mano. E sarò ben lieto di salutare Mourinho nel tunnel che porta al campo. Sensazioni particolari? No, davvero». Serafico, almeno in apparenza. Certo che la sua Juve farà una gran partita. Colpi di scena di formazione non sono previsti: Tiago farà coppia con Sissoko, Del Piero (in campionato, «solo» tre gol su punizione) con Amauri. E Camoranesi, bontà sua, potrebbe dichiararsi pronto per giocare dal primo minuto: l'anno scorso, per gradire, l'oriundo piazzò il gol del momentaneo uno a zero. Bissò Trezeguet, prima dell'inutile rete di Maniche.

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