Oggi sarà un esodo, un fiume biancoceleste che dalla capitale si sposterà verso Bologna. «Al di là del primo posto, questa squadra piace perchè impersonifica il carattere e lo spirito combattivo della sua gente - afferma con celato orgoglio l'allenatore di Rimini - è una formazione che non molla mai, che lotta su ogni pallone, dal primo al novantesimo. Mi auguro che la sosta non ci abbia tolto queste caratteristiche che abbiamo dimostrato anche nell'ultima sfida, al di là del risultato ottenuto». Il tecnico laziale conosce bene il valore della sfida odierna: un successo darebbe alla squadra maggiore consapevolezza nei propri mezzi, regalerebbe entusiasmo, fiducia, fame di vittorie. «Non sarà facile - continua Rossi - il Bologna ha buoni giocatori, non sarà una partita scontata come sembra. Mi aspetto un avversario agguerrito, giocatori pronti a giocare per il proprio allenatore: hanno un buon organico. Sono felice che gli altri ci considerino forti, ma siamo noi stessi che dobbiamo essere convinti della nostra forza, delle nostre possibilità». L'unico timore di Delio Rossi è la concentrazione, l'approccio alla partita, lo spirito con cui la squadra tornerà in campo dopo gli impegni della nazionale. «I viaggi di certo non aiutano - ammette Rossi - i giocatori che hanno vinto son tornati euforici, quelli che hanno perso dovranno trasformare la loro rabbia in agonismo. Finalmente ritroviamo anche Rocchi: non ha ancora i novanta minuti nelle gambe. A centrocampo abbiamo qualche problema, ci sono alcuni giocatori in condizioni precarie». Il tecnico ha convocato 19 giocatori: Matuzalem, Manfredini, Meghni, Firmani e Makinwa sono rimasti a Roma. «Ritroverò Mudingayi, un ragazzo che non smetterò mai di ringraziare. Di Vaio? Lo avevo cercato, ritenevo fosse un giocatore da Lazio, puntavo sul suo senso di appartenenza ma ha preferito fare altre scelte». L'unico dubbio di formazione riguarda la difesa, dove Cribari e Rozehnal si contendono un posto da titolare. Fuori Mauri, spazio a Dabo. La Lazio cerca il quinto successo in campionato, Rossi la cinquantesima vittoria sulla panchina della Lazio. «Le 49 vittorie fanno parte del passato - conclude Rossi - sono un uomo abituato a guardare avanti». E avanti, al momento non ci sono avversarie.
«Avanti Lazio»
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