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A Torino per confermarsi in alto Rossi avverte: sarà una battaglia

Negli occhi ancora la tripletta alla Fiorentina, nella pancia qualche dichiarazione esagerata di Carrizo e Zarate che vaneggiano pensando allo scudetto, nei piedi e nella testa la voglia di non mollare sul più bello. Rossi ripresenterà la stessa formazione che mercoledì ha incantato i tifosi biancocelesti perché è giusto insistere su un modulo che ha ottenuto risultati confortanti in questo primo scorcio di stagione (finora quattro vittorie e una sconfitta in cinque gare ufficiali). Oltretutto la Lazio è attesa da tre gare in sei giorni: dopo la sfida odierna contro i granata, ci sarà mercoledì la coppa Italia con l'Atalanta, infine sabato all'Olimpico ancora campionato contro il Lecce (ore 18). Il tecnico sceglie un profilo più basso rispetto ai suoi giocatori che forse hanno peccato un po' di presunzione nelle loro dichiarazioni: «Sono dell'idea che meno si parla e meglio è, però mi fa piacere che i miei giocatori pensino in grande. Anche io spero che questo nuovo ciclo permetta alla Lazio di tornare dove ha dimostrato di potere stare negli anni passati». E Rossi non nasconde di avere un punto di riferimento preciso per tornare a frequentare stabilmente le zone alte della classifica: « È la Lazio di Cragnotti. Certo, sappiamo che dal punto di vista economico non si può creare quel tipo di squadra. Bisogna seguire una strada diversa e col gruppo stiamo lavorando per questo. Quest'anno il nostro scudetto, siccome non potremo vincerlo sul campo, sarà vedere di nuovo lo stadio pieno». Del resto il nuovo ciclo, come ama ripetere il tecnico è appena cominciato e non bisogna avere fretta. Sul rinnovo contrattuale che Lotito considera già cosa fatta grazie a un accordo orale con il tecnico, lo stesso Rossi precisa: «La parte dell'accordo orale io non ce l'ho sul codice civile che ho casa...». Per ora nessuna novità, meglio concentrarsi sul Torino»: «Sarà una battaglia - spiega il demiurgo laziale - anche loro si sono rinforzati e hanno migliorato l'organico con l'acquisto di calciatori di forza e qualità. Bianchi? Lo rivedo sempre volentieri così come è successo per Zauri. Rolando con noi ha fatto bene ma adesso gioca col Toro e vorrà fare bene per la sua nuova squadra. Il timore di un calo? Sarà fisiologico essere meno brillanti ma l'approccio deve essere lo stesso se si vuole restare su determinati livelli. Andremo a Torino sapendo della qualità del nostro avversario ma giocando il nostro calcio». L'ultima richiesta del tecnico riguarda la personalità: «Dobbiamo esibirla sia in casa che in trasferta e, anche per questo, mi piacerebbe non vedere più giocatori alla ricerca della maglia dell'avversario a fine gara (come accaduto a Milano, ndr). Mi auguro che presto siano gli altri a chiederla ai miei ragazzi». Sull'altro fronte un Toro tutto cuore con De Biasi ottimista: «Giocheremo al massimo ma occhio a Zarate, è lui la sorpresa del campionato». E Delio Rossi spera che oggi torni a timbrare il cartellino dopo gli errori commessi sotto porta contro la Fiorentina.

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