Ieri sera Rebellin è stato festeggiato a Casa Italia dal presidente del Coni Petrucci e dal capo missione azzurra Pagnozzi. Sono stati entrambi obbligati a forzare un po' negli elogi (meritatissimi) perchè si rendevano conto che non ci sarebbero state parole per cancellare la delusione che sicuramente c'era ma che il corridore ha mascherato con molta misura ed altrettanto buon senso. «Il bicchiere lo vedo mezzo pieno», ha detto con un sorriso. Non si è nemmeno risparmiato una battuta contro il male che affligge il suo sport. «Spero di aver dato una mano al ciclismo pulito». Alla fine di una corsa condotta ad oltre 38 all'ora in condizioni di calore e di umidità terribili, sono rimasti in sei. Paolo Bettini, il favorito, non è riuscito a trovare la posizione giusta ed ha rinunciato quando ormai la partita era perduta e si è classificato 18°. Il bronzo è andato allo svizzero Cancellara. Pellizzotti e Bruseghin sono finiti lontani, Nibali si è ritirato. È l'anno degli spagnoli. Il Giro ed il Tour se vogliamo rimanere al ciclismo ma non si possono non ricordare l'Europeo di calcio e le imprese di Rafael Nadal. È una fortuna che Alonso non abbia una buona macchina!
Incornati di nuovo dalla Spagna
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