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Il calcio fa subito sciopero

Nodo Le rose «limitate» in prima e seconda divisione fanno discutere

Lo sciopero, comunicato dall'Aic, è stato deciso in seguito alle delibere della Lega Pro sulla limitazione delle «rose» che di fatto estromettono centinaia di calciatori. In pratica, nella stagione sportiva 2008/2009 le società di Prima Divisione potranno utilizzare nelle competizioni ufficiali un numero massimo di 18 calciatori professionisti di età superiore a 21 anni ed un numero illimitato di Under 21 mentre le società di Seconda Divisione potranno utilizzare nelle competizioni ufficiali un numero massimo di 15 professionisti di età superiore ai 21 anni ed un numero illimitato di calciatori Under 21. «In questo momento non ho nessuna voglia di commentare questa notizia» ha dichiarato all'agenzia Italpress il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, che non vuole sbilanciarsi sull'iniziativa dell'Assocalciatori. La replica della Lega Pro arriva dal presidente Mario Macalli. «L'Aic vuol scioperare? Sono decisioni che parlano da sole. Il calcio italiano - spiega Macalli - è in una società dove c'è crisi irriversibile, causata da costi eccessivi che gravano per i costi dei calciatori. Tentiamo da anni, e fino ad oggi, di dire a tutti che è importante l'impiego dei giovani. L'Aic ha sempre osteggiato questa politica. Se vogliono fare scioperi li facciano pure...». Macalli ci va giù duro. «Ho letto che il tecnico dell'Inter, Josè Mourinho vuole 22 giocatori: evidentemente vogliono le seconde divisioni dove svernano gli "elefanti" e da noi non trovano posti, lo possono trovare semmai nei circhi. La soluzione? Bisogna trovarla con il buon senso, queste azioni non sono giuridicamente corrette perchè noi non priviamo il tesseramento di nessuno - prosegue il presidente della Lega Pro - non abbiamo nessuna possibilità di dare punteggio di penalità se un club non osserva le norme, se non si osservano non prenderà la contribuzione. Una normativa collegata alle rose, con la politica di distribuire soldi nella direzione che il Coni, la Uefa, tutti, ci dicono: premiare l'impiego dei giovani. Devono smetterla di dare addosso alla nostra categoria, la Lega Pro andrà avanti per la propria strada. Siamo stati contattatti dalla Federazione nel tentativo di mediare e ci siamo seduti a tavolo. Abbiamo detto che siccome abbiamo fatto una normativa che l'anno venturo sarà più premiante a novembre ci siederemo e vedremo i risultati. Volevamo perseguire l'orientamento di mediazione, avevamo dato l'ok per la seconda divisione. Volevano mettere qualche under 23 oltre i 15? Abbiamo risposto che forse potevamo anche farlo, eravamo quasi disponibili ad accettare la mediazione ma quando abbiamo dato la disponibilità hanno attaccato sulla prima categoria ed a noi non è andata più bene».

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