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Ora l'inter punta tutto sullo scudetto

Poi è arrivata anche la sconfitta, ma a quel punto, fallita l'ennesima palla-gol, l'Inter si era già consegnata al suo destino. Peccato, perché ieri sera si erano visti progressi sensibili anche sul piano della condizione, un chiaro segnale che in campionato i nerazzurri restano favoriti, a dispetto delle prodezze romaniste. Rafa Benitez aveva alzato un'autentica diga a centrocampo, segnale di modesta fiducia nella linea difensiva, con il gigante slovacco Skrtel al fianco dello stagionato Hyyppia. Gerrard alle spalle dell'unica punta Torres, però con grande dedizione alla copertura. Nel primo tempo ha avuto qualche occasione il Liverpool, più su regali traditi da un campo infame che per limpida manovra, le palle-gol più invitanti le ha avute l'Inter, che avrebbe meritato il vantaggio, la risorsa migliore le progressioni veloci di Zanetti. Ibrahimovic rifinitore per Cruz che ha scelto il sinistro in diagonale, fuori, ignorando Stankovic solo davanti alla porta spalancata. Poi fortunato Reina, il pallone tra le mani sul tacco di Cruz dopo un'incursione in area di Maicon. Molti fischi arbitrali, non tutti graditi a Mancini, discussa la direzione di Ovrebo, fotocopia dell'orco Shrek: tanti gialli però poca uniformità di giudizio, non scandaloso tuttavia il secondo a Burdisso, Inter ancora in dieci come all'andata. Ibra ha graziato Reina, meno prodigo in contropiede il solito Torres, a decretare la discesa del sipario sulla delusione del popolo interista. E dunque la Roma resta sola a difendere il prestigio del calcio italiano, del resto un'unica formazione presentano anche Spagna, Germania e Portogallo, a fronteggiare l'armata inglese: in quattro, tutte di nome illustre, tutte nella zona più nobile della Premier. Sarà dura abbatterla, quella muraglia.

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