Juve in formazione obbligata (compreso il neo acquisto Stendardo al centro della difesa), Inter senza Ibrahimovic e con baby Balotelli per scelta a fare reparto con Cruz. Parte forte la Juve, che per poco non va in vantaggio con un colpo di testa di Legrottaglie, però è un fuoco di paglia perché Mancini aveva già capito prima dove la partita avrebbe potuto prendere una piega favorevole ai suoi: taglio di Maniche per Balotelli, Birindelli per fiorellini e 1-0 targato Inter dopo nemmeno dieci minuti: fin troppo facile. Che fa la Juve? Rigurgita rabbia: Del Piero è una furia, prima conquista un angolo e poi si piazza ai 25 metri per calciare una punizione delle sue, complice anche una deviazione di Stankovic che spiazza Toldo. Risultato: 1-1 e decibel a mille all'interno di un Olimpico vestito a vesta come ai bei tempi. Partita aperta sempre e comunque: Maniche deve avere capito che in porta non c'è Buffon e una sua conclusione dai trenta metri finisce stampata sulla traversa con Belardi a farfalle. Dall'altro lato, tanto Del Piero per non dire tutto: in una parola, assatanato. Quando poi anche Stendardo ci mette la zucca, per l'Inter cala momentaneamente la notte: azione d'angolo, l'ex laziale spizzica, Toldo compie mezzo miracolo ma Iaquinta è lì per festeggiare il suo decimo gol stagionale, il sesto in Coppa Italia. Non c'è pausa, non c'è sosta. L'Inter si butta di là e Jimenez, mai in cronaca fino a questo momento, trova il rigore grazie a un mani di Salihamidzic: Cruz è glaciale e, a metà gara, si ripropone la perfetta parità della settimana passata. Due a due e ancora 45' da giocare. Che ricominciano con una clamorosa palla gol sbagliata da Nedved, liberato a centro area dal solito Del Piero. Destino o no, l'Inter ringrazia due volte: pochi secondi e Balotelli, curato con troppo rispetto da Legrottaglie, infila un missile all'incrocio dei pali che spedisce la Juve all'inferno. Per i bianconeri, chiamati a quel punto a segnare due reti, cala la notte. E anche se Ranieri chiede il miracolo ai panchinari di lusso Trezeguet e Camoranesi (quest'ultimo, al rientro dopo due mesi, si è fatto anche espellere per un fallo di frustrazione su Pelè), nulla cambia: l'Inter va avanti, la Juve si ferma.
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