Alcuni medici, incaricati dalla Fia - riferisce il quotidiano dei vescovi - stanno verificando l'incidenza di tumori e altre patologie legate all'uso di benzine, lubrificanti e materiali utilizzati nel circo iridato. Intanto, una lunga catena di morti e malattie ha fatto sorgere il sospetto che vi sia una relazione fra l'attività in pista e in officina e il decorso di patologie particolari. «Al momento non abbiamo alcun dato sulla diretta relazione fra malattie e materiali usati nelle competizioni - ha detto il dottor Riccardo Ceccarelli, medico della Toyota - ma è chiaro che la Federazione non sottovaluta niente e non sappiamo se la percentuale di malati in F1 sia superiore o sia la stessa che si incontra nella vita di tutti i giorni». Fra i malati illustri molti ex piloti, manager, tecnici aerodinamici e personale vario. «Sono solo sciocchezze - ha detto Flavio Briatore ad Avvenire - non c'è nessuna relazione fra la mia malattia e la mia attività in pista. Escludo assolutamente qualsiasi nesso». Ma la Fia, secondo l'inchiesta, vuole vederci chiaro e sta studiando a fondo il problema.
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