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Roma, avanti così

Ma la testa di Spalletti e quella della Roma è tutta all'Inter, perché perder terreno ora vorrebbe poter dire addio alle chance scudetto: parola che a Trigoria è tutt'ora off limits. Così, il tecnico giallorosso, gioca le carte migliori da subito e non risparmia nessuno in vista della prima delle sei sfide: che potrebbe coincidere, qualora i giallorossi dovessero vincere, con il successo numero cento in serie A di Spalletti (247 volte in panchina ad oggi 99 vittorie, 65 pareggi e 83 sconfitte). E la Roma trova per la prima volta Oberdan Pantana sulla sua strada: esordio ufficiale con l'arbitro marchigiano. Spalletti chiede ai suoi concentrazione per la gara con l'Atalanta che non sarà una passeggiata di salute. «Conosco Colantuono e so che ha dato importanza ad una squadra che ha anche qualità. Sarà una partita carica di insidie: sono fisici e sanno tenere i ritmi alti. Non dobbiamo credere che siano peggio di noi, ci è già successo di andare in difficoltà contro squadre meno titolate della nostra». Cinque delle prossime sei gare, Totti & Co. le giocheranno all'Olimpico. «Sarà un vantaggio per noi - attacca Spalletti — perché il nostro pubblico ci da una carica emotiva importante». E il tecnico giallorosso non sembra preoccupato dalla sfida a distanza con l'Inter: squadra che rispetta ma alla quale invidia poco o nulla. «Noi ce la possiamo giocare contro chiunque in questo periodo, stiamo molto bene soprattutto di testa. Comunque, scudetto o non scudetto, il nostro obiettivo è continuare a fare bene, fare i nostri punti e andare dritti per la nostra strada. Quello deve essere il nostro scudetto. Poi i momenti di crisi possono averli tutti e l'avranno tutti. Il Milan? Secondo me tornerà e alla fine arriverà nelle prime quattro». Un periodo delicato, ma comunque Spalletti se lo vuole giocare: e quando gli chiedono se gli andrebbe bene rimanere a quattro punti dall'Inter alla sosta natalizia, risponde sicuro. «Ci devo pensare, ma in fondo non mi interessa. La mia squadra ha possibilità importanti e me le voglio giocare senza mettere le cose a posto a tavolino. Ritiro? Le cose sono a posto e sotto controllo. Non c'è bisogno di imposizioni». Semmai il problema di Spalletti è il numero di diffidati (sei compreso l'infortunato Ferrari) che rischiano di saltare la sfida con la Lazio in programma tra otto giorni. «È un problema e dovremo fare delle valutazioni, andrà creata un'attenzione alle scelte cercando di fare meno danni possibili e senza escludere niente». Che vuol dire tutto e il contrario di tutto. E nella sfida al vertice conterà anche l'impegno di Champions. «Già — continua il tecnico — quella toglie energie mentali che sono più importanti di quelle fisiche. Ovvio che l'Inter ha qualche cambio in più, ma vedremo come andrà a lungo termine». Ma la forza della Roma era e resta il gruppo, come confermato in settimana da capitan Totti. Spalletti si allinea. «È vero è un vantaggio quando le qualità vengono usate per il gruppo». Chiusura sul caso-Montella che ha tenuto banco nelle ultime ore. L'aeroplanino chiede spazio e s'è già ipotizzata una sua migrazione verso Milano a gennaio. «Capisco il suo momento — chiude Spalletti — ma devo pensare alla squadra. Ho parlato con lui della situazione così come con la società. Via a gennaio? Non escludo nulla. Di mercato parlo solo con la società, dovremo valutare tutto, perché non so cosa possa capitare da qui a gennaio. La prima punta? Sì, per rispetto, lui è la prima scelta mentre Vucinic lo metto esterno». Già, ma per il momento entrambi partono dalla panchina: squadra che vince non si cambia.

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