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Roma contro il tabù

Stasera giallorossi a San Siro contro il Milan: una partita che non vincono da vent'anni

In realtà la cosa gli riuscì anche poco più di un anno dopo (13 dicembre dell'87) quando il razzo piombato giù dalle gradinate ferì l'allora portiere della Roma Tancredi e decretò, di fatto, il successo per 2-0 a tavolino dei giallorossi. Diciannove o venti anni dopo (la differenza conta poco e non fa altro che arricchire i «file» degli amanti dei numeri) la Roma ci riprova e stavolta con le carte in regola per scacciare questo tabù. Già, un tabù che coincide con quello del suo leader, Francesco Totti, che non ha mai vinto su questo campo contro i milanisti. E sarà proprio dalla vena creativa dei due fenomeni della serata, Totti da una parte e Kakà dall'altra, che molto probabilmente verrà decisa la partita. Spalletti non ha in mente una «cura» speciale per il brasiliano, perché sembra più preoccupato dal «gruppo» rossonero. «Kakà può dare sempre qualcosa in più degli altri, ma non può fare tutto da solo. Assenze? Io tutte queste difficoltà non le vedo, non ci sarà Gattuso, ma ci sono Gourcuff o Brocchi. Poi in difesa Nesta e Maldini, in avanti hanno Inzaghi e Gilardino. Senza dimenticare Seedorf». Spalletti ha quindi chiesto ai suoi gioco, ritmo, ma soprattutto tanta attenzione. In campo andrà la Roma migliore, quella che ha battuto domenica scorsa la Fiorentina con quel 4-2-3-1 che Spalletti aveva a lungo inseguito. Confermata in blocco la difesa con Ferrari in panchina e De Rossi-Pizarro sulla mediana. Qualche metro più avanti la linea a tre con Perrotta tra i due brasiliani Taddei e Mancini (per lui oggi centesima gara in A), a muoversi dietro a Totti che sarà ancora l'unico terminale offensivo. E il tabù, secondo il tecnico toscano, non potrà che essere uno stimolo in più per far bene. «Può creare solo stimoli — ha detto ieri il giallorosso — voglia di migliorare e incentivare a far meglio per interrompere la tradizione negativa. A fare la differenza è la condizione, non le statistiche». Già, e in quanto a condizione la Roma sembra star meglio di un Milan che fin qui non ha fatto vedere granchè e ha anzi passato più tempo a lamentarsi che non a giocare al calcio. Spalletti lo sa ed è per questo che gira al largo dalla «belva ferita». «Sono arrabbiati e sotto pressione, — spiega il tecnico — e vorranno di certo ribaltare l'attuale situazione. Insomma, ci daranno battaglia, ma noi ci arriviamo con il morale giusto. Dovremo essere attenti e concentrati e dovremo essere bravi a gestire la partita». Nulla da dire poi, sulla designazione dell'arbitro Messina: uno che alla Roma in passato ha fatto più di un danno. «Non lo sapevo — cade dalle nuvole il toscano — e comunque mi interessa relativamente». Gli interessa invece di più il suo futuro e su questo lancia un chiaro segnale alla società chiamandola, per la prima volta, allo scoperto. «Alla Roma? Ci rimango con piacere, basta fare chiarezza, ma è tutto a posto. L'importante è la chiarezza sui programmi, ma io con la Roma non ho problemi».

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