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SULLA sentenza scattata in seguito al caso Zidane-Materazzi, passata la prima ondata di commenti, si ...

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I francesi, in particolare l'Equipe, vi vedono un impegno che sarà difficile mantenere in futuro: una sorta di messaggio che la Fifa ha voluto mandare ai provocatori, dicendo loro «attenti perché d'ora in poi non la farete franca». Ma riconoscono che senza l'auto accusa di Materazzi la squalifica non sarebbe potuta scattare, in assenza di prove materiali. Per la tedesca Frankfurter Allgemeine Zeitung la sentenza è senza mezzi termini «uno scandalo», che per Zidane equivale ad una assoluzione, perchè «ha posto i due comportamenti, la provocazione e il reato, sullo stesso piano». La decisione presa dalla Commissione disciplinare della Fifa, scrive l'Equipe, lungi dall'essere salomonica, «presenta un aspetto perverso: Materazzi è stato sanzionato perché ha riconosciuto di aver insultato Zidane. Senza questa confessione non sarebbe stato punito. La Fifa lega così pericolosamente la provocazione alla reazione del provocato. Affinchè una provocazione sia punita, occorrerà dunque che sia seguita da una reazione, un po' come il passaggio decisivo ha bisogno del gol per esistere». E si chiede se la giustizia dell'organo europeo sarà capace di seguire lo stesso metro di giudizio «quando, per esempio, un cipriota provocherà un lettone dal sangue caldo, o viceversa». La Frankfurter accusa addirittura la Fifa di «strisciare davanti a Sua Maestà del calcio francese». Un solco ricalcato dalla Bild che parla di «sentenza-barzelletta». Anche il professor Furlanello, il cardiologo che aveva sottolineato la pericolosità della testa di Zidane per la salute di Materazzi, è rimasto sorpreso quando ha saputo della sentenza della Fifa. «Un intervento traumatico come quello provocato dal colpo di testa avrebbe potuto causare un arresto cardiaco». Furlanello ricorda come siano «ampiamente documentate le possibilità che colpi violenti improvvisi a livello della zona toracica precordiale, cioè sovrastante al cuore, possano provocare specie nei giovani atleti, arresto cardiaco qualora l'urto si propaghi al cuore in un momento particolarmente vulnerabile del circuito elettrico destabilizzandolo, provocando la fibrillazione ventricolare e quindi l'arresto cardiaco».

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