.Una Roma stanca, senza idee, che rivede spettri antichi, non riesce a tenere il passo della Fiorentina vincitrice nel derby dell'Arno con l'Empoli. Ora sono tre i punti di distacco dai viola che non sembrano intenzionati a regalar nulla ai giallorossi che nelle ultime tre gare del campionato avranno anche ad affrontare il Milan in piena corsa scudetto. Spalletti esce distrutto, nero in volto come la pece, perché la Roma stavolta non gli è piaciuta: per niente. Nonostante continui a dire che le chance della Roma per andare in Champions siano esattamente le stesse di una settimana fa. Ed è successo proprio tutto in sette giorni. Perché quello che a Palermo poteva sembrare un semplice passo falso, si è invece dimostrato essere un segnale: vero. La Roma è stanca, non riesce ad esprimere il suo solito gioco e dimostra di avere sempre lo stesso problema lì davanti. Il primo tiro in porta dei giallorossi contro la Samp arriva al 16' della ripresa e porta la firma di Perrotta. Il tono generale è basso, quasi rassegnato. Spalletti dalla panchina urla più che può, perché i suoi sembrano voler entrare in porta col pallone tra i piedi e sbattono regolarmente contro il muro umano alzato lì dietro da Novellino. La Samp è squadra corta, organizzata, che non lascia spazi e a tratti si difende con otto uomini contemporaneamente. Nessun mistero, i liguri sono venuti a Roma più per disfare che non per crear qualcosa. A Novellino & Co. un pareggio a reti inviolate va benissimo, è un punto che porta alla quasi certezza di restare in A. Non c'è ancora la «matematica», ma dopo la gara dell'Olimpico i blucerchiati stanno in un ventre di vacca. Di tutt'altro tipo il pomeriggio dei romanisti che alla fine vanno anche in confusione, perdono Mexes per un'espulsione che si poteva anche evitare, dovuta più alla consapevolezza di aver perso ormai il treno Champions, che non ad altro. La Roma cerca di stringersi, di fare gruppo, ma la delusione è tanta e ora per entrare nell'Europa che conta, servirebbe davvero un miracolo. La cronaca è poca cosa. Un tempo praticamente di nulla, con la guardalinee Cini che blocca Mancini (19') lanciato a rete per fuorigioco inesistente ed entrambe le squadre che non fanno un tiro in porta che sia uno. Nella ripresa va un po' meglio, ma bisogna aspettare venti minuti per vedere la prima, ed unica, conclusione della Samp: Doni bene sulla botta di Palombo. La Roma prova a spingere, forse rinvigorita anche dalle notizie che arrivano da Firenze dove i viola sono in vantaggio sull'Empoli. Non basta. De Rossi ci prova da fuori, la palla è sporcata dalla difesa blucerchiata, ma Antonioli esce bene sull'accorrente Tommasi. Poi è Perrotta (23') ad impegnare l'ex giallorosso dalla distanza: puntata vecchio stile bloccata in due tempi. Quindi l'episodio di Mexes cacciato dal solerte Morganti che a farsi sfottere (il francese gli batte le mani in maniera polemica dopo un fallo fischiatogli contro) non ci sta: è rosso e il difensore salterà la trasferta a Verona. Poi la botta, allo scadere, di Bovo dalla lunga distanza che finisce sul fondo assieme alle speranze Champions di questa Roma... stavolta in versione «rometta». Ora per entrare nell'Europa che conta serve davvero un miracolo.
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