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LAZIO

Ma non per fare un dispetto alla Juve che sembra avere la lingua a penzoloni e la vista - tricolore - appannata. Il suo obiettivo è mettere le mani su quel sogno insperato che vuole trasformare in realtà: la qualificazione in Coppa Uefa. Delio Rossi non fa sconti, ha lo sguardo furbo di chi sa di potercela fare davvero. «Cercheremo di riaprire il campionato ma non per quella parte d'Italia che ce lo chiede, bensì per noi stessi visto che abbiamo un traguardo da raggiungere». E poi sottolinea con orgoglio: «Quello che mi importa è centrare nel più breve tempo possibile l'Europa. Ecco, noi andiamo a Torino per questo, senza dimenticarci però, che giocheremo in casa della capolista e quindi sarà durissima». Già, sarà dura. Anche perché i bianconeri sanno che l'èra dei bonus è finita ma la Lazio non vuole fermarsi, anche se sa che davanti troverà comunque una grande corazzata. «Non scherziamo sulla crisi, la Juve ha fatto un gran campionato e quando leggo che sono disponibili giocatori del calibro di Emerson, Ibrahimovic e Trezeguet non vedo assenze e non vedo crisi di nessun tipo». Rossi però accarezza il ricordo della vittoria insperata a Torino con un Lecce lontano anni luce dai parametri della Vecchia Signora, eppure capace di fare inginocchiare la tradizione grazie ai colpi di Konan e Chevanton. «Questo è un discorso che fa parte del passatoce, però mi auguro che l'impresa più bella sia quella che ancora deve venire. Posso dire che a Torino cercheremo di giocare la nostra partita e se sarà possibile riapriremo il campionato. Ma non per la mezza Italia che ce lo chiede, per noi, per i nostro obiettivi. Ce la giocheremo come abbiamo sempre fatto con tutti». Se la vuole giocare, quindi. Anche se non potrà contare sull'infortunato Liverani. Ha provato, ieri, il regista ma si è dovuto arrendere alla fascite plantare: «Giocherà Mudingayi che ha meno geometrie ma più forza, più agonismo. Non vedo grossi scompensi. Mudingayi ha avuto un periodo difficile, travagliato, ma adesso sta bene». Ha invece recuperato Behrami che si piazzerà come sempre a destra: sull'out mancino confermato Mauri. In difesa rientrerà invece Siviglia con Stendardo squalificato, Oddo e Zauri completeranno il reparto. In attacco l'unico dubbio: Di Canio o Pandev, l'amletico rebus che anima la vigilia biancoceleste. Il numero nove tornerà comunque a disposizione dopo un turno di stop forzato a causa del problema muscolare rimediato a Siena e fino a ieri sembrava in vantaggio sul macedone. Rossi però ci ha pensato a lungo e non vorrebbe rompere l'incantesimo che ha visto Pandev sempre in gol nelle ultime gare. Addirittura si è pensato a un utilizzo contemporaneo dei due trequartisti con l'esclusione iniziale di Rocchi. «L'esperienza serve sempre ma anche la gioventù è importante. Non è detto che non giochino tutti e due. Goran deve comunque dimenticare il gol che ha fatto l'anno scorso», ha argomentato il tecnico. Alla fine dovrebbero partire titolari Rocchi-Pandev, con Di Canio pronto a raccogliere in corsa il testimone.

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