Spalletti estrae dal surgelatore reatino l'ottavo successo consecutivo, tiene il passo della Fiorentina e spazza via il «vecchio» record di Capello. Succede tutto in una gelida serata al Manlio Scopigno di Rieti scelto, non si sa perchè, quale scenario di una serata indimenticabile. Mancano solo Totò e Peppino col colbacco in campo ad aiutare gli inservienti che improvvisano una panchina per i romanisti presa in prestito da chissà quale parco circostante. Dentro lo stadio il vuoto assoluto, fuori circa trecento fenomeni giallorossi che a star fuori proprio non ci stanno e fanno sentire di esserci pur da laggiù. Finisce 4-3 per i giallorossi (Perrotta, De Rossi, e doppio Totti), dopo che la squadra di Spalletti era andata sotto due volte: grande reazione, gioco e voglia di portar via questi tre punti importantissimi. La Roma parte a testa bassa, ma la prima cosa interessante della serata è di marca sarda. Conti (5') costringe Doni al tuffo in angolo. Ma proprio quando la Roma inizia a far vedere le cose migliori, l'episodio che cambia la gara. Show di Suazo sulla sinistra, Panucci salva sulla linea, poi sulla ribattuta lo stesso attaccante cagliaritano spara a rete la botta che Mexes sporca in rete con Doni immobile. Fa uno a zero e Roma «gelata». I giallorossi accusano il colpo e invece di riuscire a metter su una reazione degna di nota, incassano la seconda pappina. Stavolta è un'azione vera, con Esposito che fa tutta la fascia destra del campo e mette nel mezzo un pallone per Langella (dormita di Mexes) e palla nel sacco: fa 2-0 e Roma sottozero. È l'episodio che scuote la squadra di Spalletti che riordina le idee e dimostra di essere viva. Sei minuti dopo, non a caso, Perrotta rimette in corsa la Roma. C'è, come sempre, lo zampino di capitan Totti che addomestica in area e invece di battere a rete serve un pallone spettacolare per Perrotta: palo interno e gol, 2-1. In campo ora c'è solo la Roma e la squadra di Sonetti commette l'errore di chiudersi. Così, è solo questione di tempo. Capitan Totti centra un palo su punizione (30'). È il 35' quando Panucci lancia Totti sul filo del fuorigioco, il guardalinee prima sventola, poi ci ripensa e lascia giocare, ma il capitano giallorosso ha ormai rallentato e la sua botta a rete e chiusa facile in angolo da Chimenti. Ma proprio dal calcio dalla bandierina la Roma passa. Angolo di Mancini, torre di Panucci e De Rossi s'inventa bomber di razza: la chiusura a rete di testa fa 2-2. Prima del doppio fischio ancora due cose: un fallo in area su Totti, rigore netto, che Girardi non vede e l'espulsione di Bega per secondo giallo (sempre per un fallo su Totti). Con un tempo da giocare in dieci Sonetti blinda il suo Cagliari: dentro Canini per Langella. La Roma spinge ma non passa e arriva la beffa. Punizione di Conti (10') dal limite sinistro dell'area giallorossa, nel mucchio ennesima deviazione (stavolta è Cufrè) e palla dentro: 2-3, incredibile. Spalletti cambia e gioca la carta Montella. Per l'aeroplanino è il rientro dopo 74 giorni. Spalletti ordina l'assalto, con calma però. L'ex Chimenti fa il miracolo su Mancini (22') ben imbeccato da Mexes, poi ci provano un po' tutti: Totti (25'), Montella (26'). Quindi il rosso per Bovo che lascia la Roma in dieci per l'arrembaggio finale. E un minuto dopo arriva il rigore per la Roma concesso da Girardi per un fallo di Canini su Totti (meno netto di quello non dato nel primo tempo). Il capitano sul dischetto rimette in pari il risultato. Finita così? Macchè, c'è il tempo per portar via i tre punti. Arriva tutto dall'ultimo innesto di Spalletti: Alvarez. L'esterno africano lanciato a rete viene sdraiato dalla difesa rossooblu in area. Sul dischetto il capitano che piega di nuovo Chimenti, fa 4-3 e corre ad aggrapparsi sulla ringhiera del Manlio Scopigno. Lì fuori, infreddoliti, ci sono trecento romanisti che hanno intravisto il miracolo giallorosso: uno spettacolo anche loro. Fa otto vittorie e tutti a casa. Capello è sempre più un lontano ricordo.
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