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di A.

Il Super Bowl XL giocato domenica notte a Detroit, ha lasciato l'amaro in bocca non solo ai fan dei Seattle Seahawks ma anche a tutti coloro che, non avendo nessuno da tifare, si attendevano un po' di spettacolo. E invece praticamente tutte le premesse sportive (Rolling Stones nell'intervallo tra primo e secondo tempo probabilmente la cosa migliore!) sono andate disattese, con errori da entrambe le squadre e, cosa ancor più sorprendente, anche della crew arbitrale. Alla fine gli Steelers (da domenica cinque anelli, come i Dallas Cowboys e i San Francisco 49ers) hanno chiuso da vincenti per 21-10, ma i Seahawks possono ben recriminare, per almeno tre buoni motivi: per aver avuto in mano le redini della gara per quasi tutto il primo tempo e averlo chiuso sotto 7-3, per almeno tre decisioni contrarie degli arbitri clamorose (in particolare il primo touchdown degli Steelers inesistente) e per aver gettato al vento la possibilità di passare in vantaggio all'inizio dell'ultimo quarto con un intercetto al limite dell'area di meta. Pittsburgh è così diventata la prima squadra di sempre ad aver trionfato in un Super Bowl, dopo aver vinto tutte le gare di playoff in trasferta e Roethlisberger può fregiarsi del titolo del più giovane quarterback (23 anni e 11 mesi) vincente in una finale.

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